Quando c’era Lui, caro Lei… – Tre studentesse non ci stanno (ed una è mia figlia)

Mi dicevano che uno dei segni dell’anzianità lo avrei riconosciuto quando avrei pensato che tutto intorno a me peggiora e degrada, rispetto a come stavamo meglio prima.

Quando ero bambino ricordo un film dove ammiccavano dicendosi “Quando c’era Lui, caro Lei…” e lasciavano sospesa la loro nostalgia di fasci littori ed olio di ricino, contrapposta allo sfacelo di questa sopravvalutata e debosciata democrazia.

Certo se ci si mette una pandemia globale, mai vista prima, ed una guerra di nuovo quasi in casa, dopo quasi un secolo di “pace”, che aggiunge alla carestia, alla crisi economica, alle bombe, ai morti, alle devastazioni di ogni guerra, anche il risveglio dell’autrice paura della Bomba, quella Bomba, è facile credere che tutto stia degradando e che si stava meglio prima.

Mi puzza un po’ di anziano anche la facile indignazione che pervade i nostri social (quelli anziani come Facebook, appunto) ad ogni notizia di tradimento dell’etica pubblica, della morale politica, dell’impegno civile.

Non ne mancano certo di esempi, ogni giorno.

Liste di proscrizione di giornalisti, filosofi, politici e professori che dubitano del main stream.

Presidenti e scrutatori di seggi elettorali che disertano i loro doveri, noncuranti del disprezzo, o peggio della galera.

Acclamati condottieri politici pronti a tuonare in Tv o sui social, ma lesti ad accettare commerci col Potere, di nascosto.

Lo Stato, la sua dignità, la sua reputazione (massì la sua accountability) sottoposti ad ogni genere di strappo, di insudiciamento, di forzatura.

A ricordarmi che queste situazioni non sono frutto di una degenerazione progressiva del contesto, di una inesorabile discesa verso gli inferi, e che forse tanto anziano ancora non sono, ci ha pensato mia figlia Valeria, insieme a sue due amiche. Le tre ragazze studiano Scienze Politiche e nell’ambito di un progetto hanno ricostruito uno dei momenti più bassi della nostra democrazia, l’epoca dell’Editto Bulgaro di Berlusconi.

La libertà di stampa, la reputazione del Paese, la democrazia fragile, tutto messo in serio pericolo.

Rivedere e riascoltare quegli episodi del nostro recente passato ci interroga, ci fa riflettere su cosa è stato.

Cosa avrebbe ancora potuto essere se l’elezione del Presidente della Repubblica non avesse preso la piega che ha preso.

Guardatelo, ascoltatele queste ragazze. In meno di un quarto d’ora ci riportano con sobrietà, ma con precisione, a cosa è stato questo nostro Paese, quando loro ancora giocavano con bambole e peluche.

Ricordare serve ad evitare di ricadere nello stesso errore.

Ricordare serve a misurare come sta cambiando il mondo, se sta cambiando, quanto stiamo invecchiando, se stiamo invecchiando.

Ricordare serve a non cadere nella tentazione di guardarsi ammiccando e dirsi “Quando c’era Lui, caro Lei…

Però che soddisfazione queste giovani donne, curiose, preparate, determinate. Valeria, Chiara, Maria.

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