Un’altra carrozza si aggiunge al treno di Vanina – La Carrozza della Santa di Cristina Cassar Scalia – Einaudi

Vanina è tornata!

Con La Carrozza della Santa, sempre per Einaudi, è tornato tutto il suo microcosmo, i personaggi che l’accompagnano nel suo percorso professionale e, soprattutto, umano.

Cristina Cassar Scalia è in grande forma e sfrutta la sua vena rigorosa ed attenta per fornire capitoli su capitoli di questa lunga storia, speriamo sempre più lunga.

Abbiamo già scritto più volte della penna felice di questa scrittrice e della saga di Vanina Guarrasi. Anche questa invernale avventura dietro la candelora conferma ed esalta le qualità che abbiamo sin dalla prima sabbia intraviste.

Qui possiamo sottolineare la cura e l’attenzione nel descrivere la Catania in festa per Sant’Agata, la resa efficace delle atmosfere sia popolari che istituzionali, che accompagnano la soluzione di questo caso.

Possiamo riconoscere ancora una volta la qualità romanzesca degli intrecci più propriamente noir, che Cristina Cassar Scalia innesta sugli intrecci umani che sviluppa ed approfondisce ad ogni capitolo.

Ma, a rischio di ripeterci, sopra ogni cosa e con viva emozione, vogliamo evidenziare la materia con cui Cassar Scalia intreccia il racconto umano di Vanina e degli altri personaggi che ne condividono l’esperienza, l’affetto.

I rapporti tra i personaggi sono ricolmi di affetto reciproco, e tutti ricolmano di affetto Vanina. Un balsamo rinfrescante sulle ferite che la vita ha inferto su Vanina, sugli altri personaggi, su tutti noi.

Il microcosmo di Vanina spalma affetto su tutti. Questo affetto esborda dalle pagine e ci raggiunge, ce ne fa sentire a momenti sopraffatti.

Ci consola. Ci fa sentire come il protagonista della canzone di Don Backy.

Io son sicuro che

In questa grande immensità

Qualcuno pensa un poco a me

Non mi scorderà

Sì, io lo so

Tutta la vita sempre solo non sarò

Un giorno troverò

Un po’ d’amore anche per me

Per me che sono nullità

Nell’immensità

Ed in quota al clima affettuoso dei suoi romanzi ascriviamo pure la passione approfondita di un certo cinema italiano. Una conoscenza dettagliata, affettuosa anche questa, che vale una libera docenza, o almeno il riconoscimento di cultore della materia.

Per noi che del cinema siamo appassionati, che del cinema italiano siamo innamorati, che di questo certo cinema italiano siamo proprio patologicamente dipendenti, risuonano i volti e le battute, le immagini e le sequenze, che abbiamo visto, rivisto, amato.

Le vicende di Vanina si svolgono ancora pre Covid 19. Ci auguriamo che i successivi capitoli, quando incontreranno pandemia e guerra, i personaggi di questo microcosmo, riusciranno a preservare questo affetto di cui ormai abbiamo disperatamente bisogno.

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