Tramonto ocra, fenicotteri rosa e racconti gialli – Giallo Siciliano a cura di Roberto Mistretta – Delos Digital

Metti un tramonto di fronte l’isola di Ortigia, metti un accogliente ristorante ( Il Faraone) che ti lascia usare uno spazio riservato, ventilato, comodo ed attrezzato, metti tante persone incuriosite e attente, metti tre brillanti giallisti siciliani, poi, infine metti pure uno stormo di fenicotteri rosa che sorvola il gruppo per dare significativamente il via all’incontro, e otterrai una brillante serata di cultura, leggera e scanzonata, ma mai banale, come quella che abbiamo vissuto ieri sera, che ha beneficiato di alcuni scatti di Marcello Bianca.

L’occasione era la presentazione con il patrocinio di Siracusa Città Educativa e Rossana, e della Biblioteca Santa Lucia di Siracusa e Luciana, di un’antologia di racconti gialli curata da Roberto Mistretta e pubblicata da Delos Digital, Giallo Siciliano.

Una antologia tutta da indagare, che ha già tagliato il traguardo della quinta ristampa, con la sorpresa di aver venduto l’88% delle sue copie fuori dalla Sicilia, a testimonianza di una corposa domanda di racconti gialli, di racconti gialli che portino tracce della cultura, dell’ambientazione, della storia della Sicilia.

Quindici racconti che spaziano, da avvelenamenti con premeditazione, antichi delitti riesumati e risolti tardivamente, nuovi atroci delitti che vendicano antichi torti, sbirri fascisti e femmine che decapitano senza battere ciglio, suocere perfide, cani che riconoscono i funghi velenosi, musicisti gelosi, musicisti uccisi, preti e cardinali, colpevoli inascoltati.

Tante provincie della Sicilia toccate in questa antologia, granite, cannoli.

Tutti racconti diversi per stile, per ambientazione, una rassegna del meglio della produzione di genere di matrice siciliana.

Citando qua e là, il Placido Tellurico di Giorgio Lupo si barcamena tra preti, cardinali e canonici, rimestando nell’ambiguità intrinseca al sacro e all’incenso.

Simona Godano ci racconta di una femmina dal cuore di sale che si muove tra reti e pescatori.

Vincenzo Vizzini affronta la perfidia della gelosia ancestrale.

Gaudenzio Schillaci mette un giornalista sportivo a confronto con una mafia colpevole a prescindere.

Maria Lucia Martinez si aggira nell’isterico mondo della lirica alla ricerca della nota stonata di un violino.

Antonino Genovese mette in scena uno sbirro fascista.

Roberto Mistretta gioca con gli ormoni del suo giornalista d’inchiesta Franco Campo, che tra le forme di una bisnipote podista e lo scoop del secolo promesso dalla arzilla bisnonna, si perde in una Acquaviva Platani troppo noir per essere vera.

E tante altre storie ed avventure a completare questo quadro.

Dei quindici autori di questa antologia, ieri sera abbiamo avuto l’onore ed il piacere di incontrarne tre:

Annalisa Stancanelli, Rosario Russo e Daniele Scrofani Cancellieri.

Con loro abbiamo parlato della specificità, e se esista questa specificità, della narrativa d’indagine siciliana.

Abbiamo rapidamente ripercorso la storia della narrativa di genere investigativo siciliana, cominciando dal delitto contenuto nel Marchese di Roccaverdina di Luigi Capuana, passando alla centralità di Sciascia, con il suo posto inamovibile in questa storia, con la sua lezione di lucido illuminista, pessimista irredimibile, che ribalta lo schema classico del giallo, facendo prevalere il male.

Abbiamo ricordato con Savatteri la svolta radicale in questa storia con la valanga Camilleri, l’avvento di Piazzese, e la liberazione definitiva del giallo siciliano dalla inevitabile connessione intrinseca con la mafia.

Grazie alla citazione che ne fa Gaudenzio Schillaci nel suo racconto Aria Siciliana, contenuto in questa antologia, con Annalisa Stancanelli abbiamo riconosciuto un posto importante all’opera artistica ed alla attività giornalistica di Pippo Fava, che Rosario Russo ha definito una perfetta incarnazione del noir siciliano, per la sua pretesa di denunciare l’esistenza della Mafia a Catania, quando non era riconosciuta come tale, ma anzi governava la città.

Con Annalisa Stancanelli abbiamo ripercorso la sua scelta di raccontare un’avventura investigativa di Marco Tullio Cicerone che si aggira per la Pentapoli siracusana, nei giorni del processo a Verre. Solide basi storiche e storiografiche, massima cura nei dettagli e nella narrazione di una città di secoli fa. Come ci ha rappresentato Francesca del gruppo Amici di Casa Costa, leggendocene una significativa pagina.

Con Rosario Russo abbiamo ripercorso il suo racconto della pretesa ingenua di un velleitario scrittore emergente di indirizzare le forze dell’ordine in una indagine (non chiamatelo caso, per favore) che sembra già avviata alla conclusione. Sullo sfondo Santa Tecla di Acireale, con le sue case gialle, come ci ha rappresentato Simone del gruppo Amici di Casa Costa, leggendocene alcune righe.

Rosario ci ha descritto quanto sia funzionale alla narrativa in generale, ed a questa gialla in particolare, la musica. La musica citata, la musica delle parole tra le righe, la musica da ascoltare mentre si scrive.

Con Daniele Scrofani Cancellieri abbiamo ripercorso il suo racconto dell’atmosfera dello studio legale del suo protagonista Diego Spanò, di come si sia trovato costretto a muoversi in un contesto ad altissima esposizione mediatica (condizione nota all’autore per essersi trovato a fronteggiarla). Con Daniele Scrofani abbiamo riflettuto sulle implicazioni che pone nella scrittura la condizione di esposizione mediatica, e di come ormai sempre più questa sia la condizione in cui ci si trova in conseguenza della dimensione social che assume ogni indagine ed ogni difesa.

Ancora Francesca ci ha rappresentato la natura carambolesca della scrittura di Daniele Scrofani, che assegna al biliardo la funzione di agevolazione della meditazione e della concentrazione del suo fortunato personaggio, avvocato Diego Spanò.

Con Daniele abbiamo anche parlato del lieto fine e della giustizia nella narrativa gialla. Ci ha dato la sua visione artistica e professionale in cui si fronteggiano due verità, la processuale e la sostanziale, che non sempre coincidono, e non sempre vince la migliore. Nei tribunali come nei romanzi.

A conclusione dell’incontro abbiamo sfidato i nostri ospiti scrittori ad un gioco al buio.

Abbiamo raccolto tre suggestioni.

Un passo esilarante del film Scusate il ritardo, in cui quel genio di Massimo Troisi disse che i presentatori erano scorretti: se c’era un comico gli chiedevano sempre di far ridere il pubblico, mettendolo in difficoltà. Non facevano altrettanto con le altre categorie. Non dicevano ad un matematico di inventare un teorema, ad un ingegnere di progettare un palazzo, ad uno scrittore di scrivere all’istante un libro.

Un ricordo personale della mia adolescenza quando ad un certo punto comparvero i libri Game. Avventure di ogni tipo, anche gialle, ad esempio la serie con Sherlock Holmes protagonista, che richiedevano il coinvolgimento attivo del lettore, che doveva in alcuni punti compiere una scelta e seguitare a leggere dalla pagina che corrispondeva alla sua scelta. Espediente ripreso in chiave più tecnologica da una puntata geniale della serie Black Mirror.

L’evento che ha occupato piazze, vie, giornali, Tv e social di questa città nei giorni appena trascorsi, l’evento di Dolce e Gabbana.

Intrecciando queste tre suggestioni abbiamo chiesto ai nostri scrittori ospiti una sorta di instant noir, proseguendo da questo incipit:

Sabato 9 luglio ore 20:20 circa, a Piazza Duomo a Siracusa si sta svolgendo la sfilata principale dell’evento D&G. Risuonano le note dell’intermezzo della Cavalleria Rusticana, quando ad un tratto…

Per Annalisa Stancanelli, la modella sposa in bianco che avanza verso il centro del palco allestito si accorge che non ha al suo fianco il modello sposo. Indietreggia, ritorna nell’androne del Vermexio, sala di partenza, e caccia un urlo, mettendo in allarme tutta la piazza: il modello sposo giace cadavere in un angolo dell’androne.

Per Daniele Scrofani, tra le forze dell’ordine presenti si incarica delle indagini il vice commissario Rosario Scrofanelli, che rileva che la morte è avvenuta per afforbiciamento infilzandone il cuore con le forbici di alta sartoria con le cifre del noto stilista che viene subito accusato di questo omicidio.

Per Rosario Russo però questa prima risultanza investigativa viene ribaltata dal ritrovamento, durante l’autopsia, di un bottone dorato incastrato tra i crespi ricci del modello sposo. Questo sposta l’attenzione sulla modella sposa, visto che ad un attento esame il suo abito risulta proprio privo di quel bottone. Ed ipotizza uno scenario di gelosia tra amanti ed il tentativo di far ricadere sul fedifrago stilista che si è insinuato nella storia tra i due modelli, la responsabilità di questo omicidio.

Direi che l’esperimento è perfettamente riuscito.

Tanto riuscito che dal pubblico è intervenuto uno spettatore, scrittore anch’esso, che ha voluto completare la storia con un altro finale a sorpresa di questo istant noir, che potremmo chiamare Murder for D&G in Syracuse.

L’incontro di ieri sera si è concluso, poi con il qualificato e qualificante intervento di Carmelo Maiorca, scrittore e giornalista, che ha ripercorso alcuni tratti della storia della narrativa gialla di autore siciliano, esprimendo alcune perplessità sulla sussistenza di una specificità siciliana, ma, soprattutto, raccontando la storia dell’esperienza di Giallo Mediterraneo, di cui è stato tra i protagonisti, che si è svolta in circa dieci anni dal 1996 al 2005, per otto importanti edizioni, proprio qui a Siracusa, con la partecipazione di ospiti illustri e con grande successo di pubblico e di critica.

Il sole era definitivamente calato, la luna si era alzata, i fenicotteri sottolineavano la quiete del luogo con il loro ciangottio, noi ci siamo salutati con ancora un sorriso sulle labbra.

Ora tocca a voi indagare su questa antologia e coglierne tutte le sfaccettature che ci sono sfuggite.

Fatevi onore!

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1 pensiero su “Tramonto ocra, fenicotteri rosa e racconti gialli – Giallo Siciliano a cura di Roberto Mistretta – Delos Digital

  1. Una bellissima serata magistralmente condotta da Giuseppe Costa in una cornice molto suggestiva, il modo migliore per iniziare i nostri incontri culturali estivi. Sullo sfondo, la luna tonda e curiosa riflessa sul mare argenteo…
    Cosa si può chiedere di più?

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