Il diario di Cannavò Anna – Il Mistero di Anna di Simona Lo Iacono – Neri Pozza

Con il fatto che ho imparato prestissimo a leggere sono stato da subito affascinato dalle parole e dalla loro forza.

Dei primi anni delle scuole elementari conservo ricordi di straniamento. Percepivo che intorno a me gli altri bambini non avevano la stessa passione per le parole, per la loro forza creatrice, innovatrice.

Dalla terza elementare in poi presi un’abitudine, che riuscì a far estendere a tutta la classe solo in quinta: in un quaderno (e poi in tanti altri incollati appresso) appuntavo ogni parola che mi colpiva, nella prima colonna. Nella seconda colonna aggiungevo il significato che ricavavo dal vocabolario, o dalla spiegazione di qualche adulto, nella terza e più larga colonna aggiungevo modi di utilizzo, di coniugazione, di variazione, ecc.

Dopo il grande successo della Tigre di Noto, Simona Lo Iacono torna in libreria con Il Mistero di Anna, Neri Pozza.

La donna su cui questa volta vuole focalizzare l’attenzione Lo Iacono è Anna Maria Ortese, la testimone letteraria di una epoca, di una città, di una nazione.

La materia è vibrante, di per se densa di emozioni e sentimenti, anche contrastanti.

Simona Lo Iacono restituisce un ritratto della travagliata figura di Anna Maria Ortese ricco di sfaccettature e di spigoli.

Per farlo si serve di due specchi, ed il romanzo diventa un romanzo epistolare. Di lettere tra adulti, di lettere bambine a se stessa (e a tutti noi) in forma di diario.

Il lettore che si avventura felicemente in queste pagine inforca un paio di occhiali con lenti bifocali e diverse per ciascun occhio, per leggere l’anima di Anna Maria Ortese.

Dall’occhio sinistro, l’occhio del cuore, si avvolge del candore e della poeticità naturale delle scoperte di Anna Cannavò, undicenne siracusana del 1968, che scopre le parole, la poesia, il mondo e Anna Maria Ortese, con un espediente curioso.

Dall’occhio destro, l’occhio della ragione, percepisce tutto il dolore, tutta la fatica di vivere, di scrivere, di abitare un mondo inadatto, attraverso una misteriosa interlocutrice epistolare della stessa scrittrice napoletana, nell’arco degli anni che vanno dal 1952 al 1968 della piccola Anna.

Ne viene fuori un ritratto a tinte forti, realistiche, (d’altronde della Ortese parliamo) della periferia siracusana, non ancora attraversata dal sommovimento giovanile che a quell’anno deve impropriamente la denominazione.

Ma non solo.

Il ritratto che Simona Lo Iacono ci confeziona riguarda tutta la Sicilia, tutta l’Italia.

Anna Maria Ortese, e la sorella Maria, diventano paradigma di un Paese in eterna ricostruzione, affaticato da malanni apparentemente incurabili, da falsi amici, da riottosi nemici. Un Paese che non si riconosce in se stesso. Un figlio dei tempi ripudiato dai protagonisti/genitori di quegli stessi tempi.

Non a caso in copertina ci guardano gli occhi famelici della bambina immortalata da Letizia Battaglia, altra donna vera, altra donna neorealista.

Non a caso trovano spazio in tre citazioni eloquenti, il pensiero e l’opera di Elio Vittorini, che condivide con Anna Maria Ortese la fatica di imporre e difendere Il mare non bagna Napoli, gettone einaudiano, che costò alla Ortese l’addio a Napoli.

Insomma un viaggio tra il candore, la poesia, la politica, la fatica, l’amore, la storia di questo Paese, meraviglioso e beotamente smemorato.

Viaggio condotto da tre donne, una bambina tutta poesia, una insegnante siciliana, misteriosa compagna di penna, e la fragile e gigantesca Anna Maria Ortese.

Un viaggio che attraversa la penisola in treno, che attraversa lo stretto in nave, che attraversa la storia su un tappeto intrecciato di parole, ingenue e faticose, poetiche e dolorose.

Non credete a Simona Lo Iacono quando vi dice che Anna Cannavò non esiste, è una sua invenzione letteraria. Cannavò Anna esiste, eccome.

È la stessa Simona, è tutte le altre bambine e gli altri bambini quando scoprono il potere della parola. È lo stesso scrittore di questa modesta recensione, che armeggiava alle elementari con un autarchico dizionario.

Cannavò Anna è ogni creatura che scopre la meraviglia del mondo delle parole e se ne fa poesia.

Come la mia amatissima cugina, che sin da bambina è rimasta affatata dalle parole, e che amava smisuratamente la “sua” Anna Maria Ortese (come diceva sempre lei) e che oggi non è più con me a condividere la magia e lo spirito di questo bellissimo romanzo di Simona Lo Iacono, ma sento il suo sorriso e la sua gioia arrivarmi da queste pagine.

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