Tra gabbiani, Maniace e Minareto, andare per libri e per mare – Il mistero di Anna di Simona Lo Iacono – Neri Pozza

E così a mezzogiorno in punto abbiamo mollato gli ormeggi e la Linea d’Ombra della Compagnia del Selene ha salpato dal porto Grande di Siracusa.

A bordo alcune decine di appassionati e Simona Lo Iacono, con cui abbiamo conversato del suo ultimo libro appena pubblicato da Neri Pozza, Il mistero di Anna.

Dalla convergenza tra Compagnia del Selene, Casa del Libro Mascali e Gingolph e gli Amici di Casa Costa è nata l’idea di ampliare gli spazi culturali della nostra città, andando verso sud, lasciando la terraferma.

Un dominio culturale, una transeunte Isola delle Rose aretusea, dove parlare di cultura, di libri, di storia, di noi.

Lasciati i gabbiani a litigarsi i pesci della Marina, abbiamo cominciato con il chiedere a Simona Lo Iacono quale sia stato lo spunto da cui è partita per scrivere questo romanzo, per scrivere di Anna Maria Ortese e della piccola Anna Cannavò.

Ci ha rivelato che proprio la voce della piccola Anna, il suono delle parole di misura libera le si è imposto, tanto da costringerla ad interrompere la stesura della Tigre di Noto per trascrivere questa epifania.

La piccola Anna si è subito imposta come alter ego della piccola protagonista di Un paio di occhiali, racconto che apre Il mare non bagna Napoli, l’imprescindibile raccolta di racconti di Anna Maria Ortese.

Il filo sotterraneo che lega le due Anna è diventato il filo conduttore di questo pregevole romanzo.

Mentre circumnavigavamo la grande nave da crociera al centro del porto e altre imbarcazioni più o meno piccole ci accompagnavano e si avvicinavano per salutarci, abbiamo approfondito alcuni aspetti del libro, sia del diario della piccola Anna, sia dell’epistolario, la finzione narrativa con cui Simona Lo Iacono delinea la storia e la figura della scrittrice napoletana, Anna Maria Ortese.

Con l’ausilio delle letture della versatile Francesca Pacca, ora picciridda ortigiana, ora dolorosamente poetica affermata scrittrice.

Quando stavamo per approssimarci allo stuporoso Castello Maniace, ormai certi che i nostri appassionati ascoltatori non potessero fuggire, involontari prigionieri della nostra stessa barca, abbiamo approfittato per sviluppare un ragionamento un pochino più profondo sulla controversa vita artistica e letteraria della Ortese, sullo stato del dibattito intellettuale italiano nei decenni dopo la guerra.

Stimolati dalla attenta lettura di Simone Giallongo di un passo tratto da Napolitan Graffiti, del 1998, di Raffaele La Capria, abbiamo sviscerato con Simona Lo Iacono l’episodio forse più cruciale della vita artistica e letteraria di Anna Maria Ortese.

La pubblicazione nel 1953 tra i Gettoni Einaudi del libro Il mare non bagna Napoli, Premio Viareggio, con l’Alto patrocinio della Presidenza della Repubblica.

L’ultimo racconto, Il silenzio della ragione, esprimeva nei confronti dei suoi compagni ed amici napoletani tutto il rancore e la delusione per il mancato riscatto della città di Napoli.

L’impatto fu esplosivo. Le reazioni feroci e violente. Ortese ruppe con i suoi amici e con la città di Napoli, dove non tornò mai più.

Durante il ritorno verso il porto abbiamo avuto l’opportunità di delineare anche l’importante figura di Maria Ortese, la sorella angelo custode della scrittrice napoletana.

Dopo aver tributato il giusto merito a Letizia Battaglia, autrice della foto che sta nella copertina del libro di Simona Lo Iacono, scelta personalmente da Roberto Cotroneo per l’edizione Neri Pozza, la giudice e scrittrice siracusana ci ha rivelato che la protagonista del suo prossimo romanzo sarà un’altra donna straordinaria, ma si è appellata al segreto istruttorio e non ci ha ancora voluto rivelare chi sarà, dedicandosi con affetto al consueto firma copie.

Con l’animo colmo delle bellezze che ci hanno accompagnato in questa passeggiata marina tra libri e cultura, abbiamo attraccato e riguadagnato la terraferma.

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