Gechi e falene nella notte – Il canto della Falena di Maria Elisa Aloisi – Mondadori

In una delle case in cui abbiamo abitato, il padrone di casa aveva enormemente ampliato gli spazi abitabili, occupando porzioni delle grandissime verande che circondavano l’attico.

Forse per questo, in quella stanza che diventò il mio studio, ogni notte un geco piccolino, incurante delle scelte del padrone, faceva la sua passeggiata nel muro alle mie spalle, che per lui era ancora muro esterno.

Pur rischiando un tardivo TSO confesso che di notte ci facevamo delle grandi chiacchierate, raccontandoci la giornata appena trascorsa.

Il mondo degli insetti è un mondo fantastico, e dovremo abituarci rapidamente a conoscerlo meglio, dato che diventerà oggetto della nostra dispensa alimentare, tra non troppo tempo.

Un altro insetto curioso e meritevole di stima è la falena.

Piccola, poco colorata, con le ali modeste e che danno l’impressione di fattura meno pregiata, più povera della cugina farfalla.

Appare a volte anche più tonta, con i suoi voli notturni, che sbatte qui e lì, frastornata dalla luce artificiale.

Eppure sono sicuro che la falena, anche senza sentirsi mai farfalla, abbia un suo verso, un suo canto come il geco di compagnia del mio studio.

Tutto sta a trovarlo, a scoprirlo, questo canto.

L’anno scorso Maria Elisa Aloisi ha pubblicato il giallo, intitolato appunto, Il Canto Della Falena, con il quale ha vinto il prestigiosissimo Premio Tedeschi.

La Mondadori, a seguito del premio, ne ha curato una nuova edizione.

Aloisi ha messo in piedi un congegno narrativo ben articolato, che mischia sapientemente la vita professionale di un avvocato, tra studio, tribunali e carceri, e la vita privata, tra dolori, gioie, pazienze e irritazioni.

In un flusso di sentimenti che inevitabilmente attraversa ed intreccia le due facce di una stessa vita.

L’avvocata Emilia Moncada, da tutti chiamata Ilia, è un nuovo personaggio che si colloca nel nostro immaginario popolato di personaggi romanzeschi e televisivi, che ruotano intorno alle dinamiche del giallo e del noir.

L’espediente tecnico utilizzato da Aloisi di virgolettare anche parte dei pensieri che affollano il flusso di coscienza dell’avvocata Moncada, ci aiuta a seguirne le evoluzioni in maniera più fluida. Viene rappresentato in forma dialogica, direi teatrale o televisiva, anche il suo mondo interiore, il decalogo delle regole che impone alla sua stessa vita.

Un mondo interiore fatto di memorie, di sogni e di incubi, da cui spesso la osserviamo risvegliarsi, o in cui la vediamo cadere, vittima del sopore da stress che la affligge.

Fatto di desideri e di speranze, di voglia inconfessabile di amore. Un disperato bisogno di amore, che la spinge a commettere qualche errore, ma al tempo stesso la mette in condizioni di empatizzare con tutti quelli che le stanno vicino, con enormi vantaggi e facilitazioni nel campo professionale.

Alle pagine di vita personale, tra cani e affetti, Aloisi affianca pagine sapienti di gustoso legal drama.

D’altronde da quando anche nel nostro ordinamento il processo è diventato accusatorio, tutti i nostri avvocati sono diventati dei piccoli Perry Mason.

Ilia Moncada si va ad aggiungere agli altri avvocati che hanno attraversato la nostra fantasia: Malinconico, oggi consacrato in serie Tv, Guerrieri, di recente abbandonato da Carofiglio per un maresciallo dei carabinieri.

La prima donna avvocata che diventa protagonista di una avventura giudiziaria, segno dei tempi?

A dare più sapore al sugo, Aloisi aggiunge siparietti, personaggi di contorno, situazioni che riprendono il gusto divertente da Martoglio, dai Civitoti in pretura.

La vicenda processuale e personale dell’avvocata Moncada è l’occasione per raccontare Catania, le sue strade, i suoi bar, le sue trattorie, le piazze, Duomo ed Europa, così diverse, ma così vivaci e vitali entrambe.

Nicolosi, la montagna, la vita borghese e popolare che colpisce l’immaginario del lettore e lo fa diventare istantaneamente desideroso di visitare luoghi e umori.

Insomma una lettura godibile, leggera, impegnativa nello sviluppo del congegno giallo, ma non banale, come piace a noi.

Si. Aloisi ha trovato il canto della falena, ed il lettore attento lo ha ritrovato tra le sue pagine.

Se abitassi ancora in quella casa, sono convinto che, in dispregio agli istinti naturali, il mio geco chiacchierone e la sua falena canterina avrebbero fatto amicizia.

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