Il Dono di Francesco – La Siracusa che ci piace – 22 dicembre 2022

In un luogo magico che da solo ispira serenità e riflessione, ieri sera con la sapiente ed infallibile regia di Simona Lo Iacono si è tenuto un incontro molto suggestivo e particolare.

Un momento di preparazione alle feste natalizie decisamente alternativo e poco consumistico, fortemente voluto dalla Fildis e dalla sua presidente Elena Flavia Castagnino.

Guidati da Simona Lo Iacono, Camilla Fortunati e Padre Rosario Lo Bello hanno scambiato con i numerosi ospiti accorsi, le loro riflessioni sulla dottrina economica e sociale di ispirazione francescana che Papa Francesco si ostina a diffondere e sostenere.

Le argute ed appassionate riflessioni si sono incastonate con deliziosa precisione nello schema a quartine delle Lodi All’Altissimo di San Francesco di Assisi.

Le quartine erano declamate, sussurrate, cantillate, anche a bocca chiusa, con effetto straniante ed ammaliante, dai giovani dell’Accademia dell’INDA, guidati dalla mano ferma di Mariuccia Cirinnà.

Inframmezzata da alcune citazioni dell’economista Becchetti, l’esposizione di Camilla Fortunati ci ha interrogato sul valore del dono, sulla sua dimensione. Si è chiesta e ci ha chiesto se il dono debba restare assolutamente confinato nella dimensione privata delle relazioni umane, o può diventare costituente di una nuova più consapevole dimensione collettiva e solidale delle relazioni umane, economiche.

La solidarietà crea sviluppo?

Siamo condannati alla massimizzazione delle utilità, o possiamo anche perseguire la felicità?

Il dono nella sua universalità e nella sua durata oltre il tempo, oltre le generazioni, per Camilla è il volano ideale per coniugare sviluppo e felicità.

Ricordando un suo momento personale di fulminea acquisizione di consapevolezza tra i poveri di Milano, coincidente non a caso con la salita al soglio pontificio del primo Papa che abbia scelto il nome di Francesco, Camilla ha indicato la via della “ricca sobrietà”, della ricchezza accoppiata al discernimento dei valori.

Con la sua consueta ferma e determinata gentilezza ci ha invitato ad assumere la fatica della felicità, la consapevole responsabilità di essere generativi, di creare risonanza, di mettere in moto processi che generino altra felicità.

Padre Rosario Lo Bello con il suo attento magistero, ci ha illustrato le differenze tra il Francesco edulcorato, ammorbidito, depotenziato dell’opinione comune, influenzata dalla decisione della Chiesa di ridurre le fonti sulla vita, le opere, il pensiero di Francesco, a quelle che riteneva più consone all’immagine di un santo.

De André parlava di ufficio stampa di Dio, riferendosi ai Vangeli ufficiali preferiti agli apocrifi.

Padre Rosario ci ha suggerito la lettura dell’opera demistificatoria di Chiara Frugoni, per intercettare con qualche brandello maggiore di verità Francesco.

Padre Rosario ha indicato alcune caratteristiche fondanti della figura di Francesco.

La rivelazione che la gioia non è peccato. Che la vita può essere goduta e pienamente senza mancare di rispetto a Dio, o ai suoi comandamenti. Che si può chiedere di assaggiare un ultima volta un biscotto dal sapore particolare (una madeleine decisamente anzitempo) in punto di morte, senza perdere le qualità del beato, del santo.

La convinzione che la scelta di povertà è una forma di assoluto e massimo amore verso la vita è non una forma di disprezzo della vita.

La incarnazione della Pace nel sentimento della ricerca e dell’accoglienza dell’alterità. Forse la vera caratteristica rivoluzionaria di San Francesco.

Il genere umano, razza predatrice forse per costituzione genetica, dissipa risorse e distrugge il creato, sottraendosi alla prescrizione ambientalista ed ecologista francescana, rinvenibile nella progressiva aggiunta delle strofe finali al Cantico delle Creature, la Madre Terra, il Perdono e la Pace, e la sorella Morte Corporale.

Don Rosario nel tratteggiare i criteri guida della dottrina sociale ed economica della Chiesa, ancor più oggi ispirata a Francesco di Assisi, non ha fatto mancare il suo alto grido di rimprovero verso la farisaica classe politica che dichiara di ispirarsi alla Chiesa e ne tradisce in ogni momento lo spirito.

Con la declamazione da parte dei giovani attori delle frasi scelte da tutte le associazioni culturali e di volontariato che hanno sostenuto l’evento, si è concluso l’incontro.

Lasciandoci negli occhi la bellezza semplice ed immanente del luogo, nelle orecchie il suono fatato delle parole dette, declamate e cantillate, nella memoria le immagini del primo Francesco di Liliana Cavani, e nel cuore la spinta irresistibile alla felicità, alla volontà di essere generativi di felicità.

Si, questa è la Siracusa che ci piace.

LODI ALL’ALTISSIMO
Tu sei Santo Signore Dio,
Tu sei forte, Tu sei grande,
Tu sei l'Altissimo l'Onnipotente,
Tu Padre Santo, Re del cielo.

Tu sei trino, uno Signore,
Tu sei il bene, tutto il bene,
Tu sei l'Amore, Tu sei il vero,
Tu sei umiltà, Tu sei sapienza.

Tu sei bellezza, Tu sei la pace,
la sicurezza il gaudio la letizia,
Tu sei speranza, Tu sei giustizia,
Tu temperanza e ogni ricchezza.

Tu sei il Custode, Tu sei mitezza,
Tu sei rifugio, Tu sei fortezza,
Tu carità, fede e speranza,
Tu sei tutta la nostra dolcezza.

Tu sei la Vita eterno gaudio
Signore grande Dio ammirabile,
Onnipotente o Creatore
o Salvatore di misericordia.
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