Metaverso Alfa – A Lentini il 2023 inizia con le foto di ALFA

Gli stallieri che rigovernavano i cavalli ed i cavalieri che entravano ed uscivano dalle scuderie di Palazzo Beneventano a Lentini non potevano immaginare che il 2 gennaio 2023 alle 18 una nutrita schiera di appassionati di fotografia si sarebbe riunita per passeggiare dentro quelle stesse scuderie e godersi la prima mostra fotografica dell’anno.

Dopo il saluto del dirigente Cardello, infaticabile animatore culturale della cittadina, e del sindaco Lo Faro, appassionato sostenitore delle iniziative culturali del Comune, Gingolph, Massimo Tamajo e Marcello Bianca, presidente e vice presidente dell’associazione ALFA, Associazione Liberi Fotografi Aretusei, hanno condotto i presenti in una peripatetica passeggiata tra le scuderie e le opere fotografiche esposte.

Agli attenti partecipanti presenti, hanno illustrato le foto, le caratteristiche, le tecniche utilizzate. Hanno raccontato le emozioni che stanno dietro ognuno di questi scatti.

Nei tratti di passeggiata tra un ricovero e l’altro delle scuderie, Gingolph ha conversato con i fotografi espositori presenti circa alcuni temi ricorrenti nel mondo della fotografia.

Marcello Bianca ha fatto definitivamente luce sulla differenza tra pittura e fotografia, che restano due forme d’arte distinte, con metodi tecniche ed esiti incomparabili. Non si onora una bella foto dicendo che sembra un quadro, cosi come non si onora un quadro particolarmente realistico dicendo che sembra una fotografia.

Massimo Tamajo ha chiarito definitivamente la differenza tra postproduzione (sviluppo) di una foto e fotoritocco (Photoshop e simili).

L’intervento di postproduzione esalta e valorizza gli elementi presenti nella foto, restituisce profondità all’immagine.

Il fotoritocco altera la presenza assenza di elementi sulla scena della foto.

L’illustrazione di alcuni scatti che ricordavano dei soggetti cinematografici immortali è stata l’occasione per ricordare lo strettissimo legame tra fotografia e cinema, per ricordare che il cinema non esisterebbe senza fotografia.

Massimo e Marcello ci hanno raccontato dei sacrifici necessari per attendere che la scena desiderata si componga esattamente come voluto. Albe, notti, ore ed ore, in posizione senza distrazione per meritare la “fortuna” della composizione immaginata, sognata forse.

A dispetto della sua pretesa verità oggettiva anche la fotografia nasconde l’inganno, consente l’inganno, fa dell’inganno poesia.

È il caso di alcuni scatti esposti in questa mostra, come quella di Massimo Tamajo, con l’Etna schiacciata a ridosso della città di Siracusa, quasi ne fosse un cappello.

Oppure quella di Laura Marchetti che ritraendo il simulacro di Santa Lucia all’interno del Duomo, coglie il momento esatto in cui sullo sfondo si staglia un prezioso ed antico dipinto che mostra alcuni fedeli affacciati dalle finestre, ed impastando adeguatamente anche le tonalità della realtà e del quadro, restituisce l’ingannevole composizione in cui sembra che il simulacro sia realmente oggetto dello sguardo devoto ed amorevole dei fedeli affacciati.

L’emozione manifestata da alcuni partecipanti alla visione della foto che ritrae la luna alta su una teoria di tetti ed antenne in un crepuscolo dai colori indescrivibili, ha dato l’opportunità a Marcello Bianca per spiegare le ragioni profonde del suo amore indissolubile per il satellite terrestre, protagonista di innumerevoli artistici scatti del fotografo aretuseo.

Ragioni sentimentali ed emotive sicuramente, ma anche astronomiche e scientifiche, in un intreccio di ragione e sentimento, che traspare da ogni suo scatto lunare.

A conferma della varietà dell’offerta artistica di questa mostra Gingolph e tutti i partecipanti hanno concluso la loro passeggiata davanti alla foto di Rossana Di Vita, che presente alla mostra, ha potuto illustrare il momento, l’emozione e la tecnica utilizzata per quello scatto.

Contraddicendo in parte quanto dicevamo all’inizio sulla ferma distinzione tra pittura e fotografia, Rossana con quello scatto ha voluto fermare una precisa suggestione, un sogno, riprodurre un Monet.

Così abbiamo chiuso il cerchio e lasciato la Mostra a disposizione dei visitatori.

Resterà aperta fino a giorno 8 gennaio e conterrà anche un altro evento culturale giovedì 5.

Lentinesi e limitrofi non perdete l’occasione di specchiarvi in questi scatti suggestivi ed ingannevoli come l’arte fa quando imita la vita.

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