Cine Oktober Fest, una città che ci piace

Nel 1985, studente delle superiori, quando l’emergenza Covid 19 era fuori dalla nostra immaginazione, con alcuni compagni, ci inventammo la formula del Cine Club: ci riunivamo in casa mia e con i mezzi precari a disposizione vedevamo insieme dei film. Dapprima saltuariamente e senza un calendario preciso, nel corso degli anni l’iniziativa si stabilizzò e divenne appuntamento del giovedì per decine di anni.

La spinta iniziale di questo progetto però non fu genuinamente culturale, oppressi dai nostri ormoni in tempesta, organizzavamo incontri con prevalenza di compagne femminili e con proiezioni di film horror, da noi già conosciuti, per poter raccogliere e consolare le inevitabili manifestazioni di terrore delle nostre compagne.

Ieri sera ho partecipato alla seconda serata del Cine Oktober Fest, organizzato da alcune benemerite istituzioni culturali della nostra città, Siracusa Città Educativa in testa, con Rossana Geraci e Luciana Pannuzzo della Biblioteca Santa Lucia.

Una rassegna sul cinema tedesco della Repubblica di Weimar. L’epoca in cui nacque l’espressionismo tedesco, a cui tanta parte del cinema seguente deve un tributo altissimo.

L’Urban Center dove si svolge la manifestazione, si rivela sempre più una struttura ben realizzata che vorremmo ancora più sfruttata e più a disposizione della città per iniziative simili a questa o anche diverse, ma a sostegno della crescita culturale di Siracusa e dei siracusani.

Ieri abbiamo goduto di due cartoon Disney, in tema horror, con uno spiccato riferimento alla cultura tedesca di Weimar, che ci hanno preparato alla visione di Nosferatu, il magico tenebroso capolavoro di Murnau.

La presentazione di Giuseppe Briffa ci ha ben disposti alla visione, che è stata appassionante e tesa, con le ormai iconiche immagini del conte Orlock, tra Belzebú e Andreotti.

Il rischio di queste operazioni è stato cristallizzato una volta per tutte dalla genialità comica di Paolo Villaggio, con la scena altrettanta iconica della proiezione della Corazzata Potemkin di Eisenstein, imposta ai malcapitati dipendenti.

Proprio la Corazzata Potemkin fu uno dei film che proponemmo al Cine Club, superata la fase ormonale. Fu l’occasione per superare il riflesso condizionato fantozziano. Scoprimmo il valore e la qualità di quel film. Le tecniche, la sensibilità, la capacità di raccontare per immagini che aveva quel cinema.

Serate come quella di ieri sera (e le prossime in calendario) ci offrono la possibilità di allargare i nostri orizzonti, di superare i nostri limiti, di cogliere le novità che il passato troppo dimenticato ci nasconde.

Vanno ringraziate le persone e le istituzioni che hanno consentito questa enorme possibilità a tutti noi che eravamo lì, nonostante nello stesso momento un altro Conte, il Presidente, in diretta nazionale ricominciava a raccontarci un altro film con altro tipo di orrori. Dobbiamo augurarci che altre iniziative come queste si offrano alla nostra città.

Un solo rammarico.

La sala era sufficientemente piena, date le limitazioni alla vicinanza, ma dove erano i soggetti che secondo me meritano maggiormente queste iniziative?

Dove erano quegli studenti delle superiori, come eravamo noi quaranta anni fa quando il Cine Club ce lo dovevamo inventare da soli?

Eppure si trattava di un film horror, adattissimo alle strategie ormonali già citate…

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