Ogni colore cambia sapore – note a margine di “Conosci l’estate?” di Simona Tanzini – Sellerio

Ogni colore cambia sapore”.

Questo era uno dei tanti motti e lazzi con cui mio papà ci intratteneva. Ad esempio quando in gelateria eravamo incerti sul gusto da prendere. Oppure quando mia mamma si attardava a scegliere il colore dell’abito (e se poi lo sceglieva verde chiosava:”Chi di verde va vestita, di sua beltà si fida!”).

Questo motto avrebbe anche potuto essere il titolo del nuovo romanzo, il primo, della nuova scrittrice della scuderia Sellerio, Simona Tanzini, che invece si intitola “Conosci l’estate?”.

Infatti, Viola, la giovane protagonista del giallo estivo panormita del 2020, tra le altre condizioni fisiche particolari che la affliggono, ha una curiosa peculiarità: la sua mente associa ai suoni, alle situazioni, alle persone i colori. Ognuno dei suoi interlocutori trova il suo posto nel dettagliatissimo Pantone della sua mente.

Viola (nomen omen) è una sinesteta. Mischia le sue sensazioni, reagisce con i sensi scambiati alle sollecitazioni del mondo. Lo valuta e lo giudica attraverso questa speciale interpretazione. La personificazione di una figura retorica decadente.

“Alcune persone non hanno colore. Vuol dire che non hanno musica. Sono persone strane. Meglio tenersi lontani.”

“I colori cambiano, cambia la musica, cambiano le persone, cambia la storia.”

Una mia amica da qualche tempo sta sviluppando le sue capacità nel counseling delle PAS (Persone Altamente Sensibili). Sarei curioso di chiederle se la sinestesia, questa sinestesia di Viola, possa essere considerata un sintomo da PAS.

Viola è romana, dopo aver vissuto in tante città, è approdata a Palermo. La città di Palermo non è solo lo sfondo ed il contesto di questa vicenda criminosa. È proprio uno dei protagonisti, con le sue vie, i suoi luoghi, le sue manie, i suoi abitanti, i suoi bar, il suo mare, il suo clima.

“Un altro dei misteri di Palermo è come faccia il sole a tramontare praticamente ovunque; nei posti normali in genere tramonta a ovest. I posti normali però seguono le linee guida tradizionali dei punti cardinali: o danno a est, o a ovest, o a nord, o a sud. Palermo è superiore a questo genere di banalità geografiche.”

Questa Palermo così vivida e così colorata mi ha ricordato la Palermo di Santo Piazzese, un altro cavallo di razza della scuderia Sellerio.

Piazzese nel 1996 ci sorprese con una Palermo dove i delitti di cui si occupa il biologo Lorenzo La Marca, investigatore suo malgrado, non sono di natura mafiosa. Una Palermo in cui i palermitani, girovagando in macchina, finiscono sempre a Mondello.

Anche in questo romanzo, infatti, Viola alla prima uscita in città prende un autobus e va a Mondello.

In questa Palermo la mafia esiste, eccome, ma anche in questo romanzo non merita il ruolo protagonista, è un elemento costitutivo di questa dimensione esistenziale che è Palermo.

Solo in questa complicata dimensione esistenziale, infatti, il B&B tutto particolare, che gestisce Cecilia, un’altra romana trapiantata qui, può sembrare così naturale. 

In uno snodo della vicenda noir, sullo sfondo scoppia una aspra diatriba perché un collega di Viola, torinese, Roberto, osa dire ad alcuni palermitani che Palermo è Magna Grecia. Una lunga battaglia tra Sicilia Orientale e Sicilia Occidentale prende il largo e finisce con affondare il povero Roberto che deve maldestramente difendere i Savoia, proiettile di rappresaglia rilanciatogli dagli indignati arabi normanni.

Non deve sorprenderci questa radicalizzazione geolocalistica, dalle antiche origini. Emblematicamente siamo l’isola che litiga ferocemente sulla desinenza dell’arancino o arancina. Siamo l’isola dove se chiedi al bar una romana, a Siracusa ti porgono una raviola fritta e caramellata con la ricotta, a Ragusa ti porgono una arancina (o arancino?) al forno, a Palermo ti porgono una margherita con il prosciutto cotto.

La lettura di questo primo romanzo è stata molto piacevole e gradevole. Ci spinge ad aspettare benevolmente le altre storie che Simona Tanzini ci vorrà raccontare.

Rimane però irrisolto un cruciale quesito che la mia vanità mi pone:
che colore sarò mai?

E Voi che colore pensate di essere? Che colore vorreste essere?

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