La spinta della memoria – In ricordo dell’avvocato Giorgio Ambrosoli

Mio papà aveva una nutrita sezione di libri dedicati alla mafia. Michele Pantaleone, Emanuele Macaluso, storie di mafia, storie della mafia, del bandito Giuliano, dei rapporti tra Giuliano e la Mafia e l’avventura separatista. Instant book (anche se allora non si chiamavano così) sui rapporti tra mafia e politica, tra mafia e economia, tra mafia e golpisti principi agricoltori.

Tutte queste letture gli avevano fornito gli strumenti per comprendere i fenomeni e i contesti.

Ho impressa l’immagine di mio padre al centro di quel circolo di politica e filosofia, che era il gruppo di sedie (sempre più numeroso) che occupava il marciapiede davanti all’edicola di mia nonna. Una sera d’estate del 1979, mentre commentava l’uccisione dell’avvocato Giorgio Ambrosoli a Milano, inquadrandolo in una storia di banche e politica, imperniata su Sindona. Un girone che se non era vera e propria mafia, la ricordava tantissimo.

Ambrosoli, nominato commissario liquidatore della Banca Privata di Michele Sindona, banchiere di origini siciliane, poco trasparente (che Andreotti aveva definito “Salvatore della Lira”), esercitò imperterrito il suo mandato, nonostante minacce e pressioni, fino alla sera dell’11 luglio 1979, quando un sicario lo freddò davanti casa. 

In quel 1979 non erano così evidenti a tutti il contesto e la matrice in cui si collocavano l’omicidio Ambrosoli. Sempre Andreotti ne liquidò la figura dicendo che “era uno che se la andava cercando”.

Mio padre ne delineava i contorni da consumato cultore della materia.

L’anno dopo mio padre morì. La passione civile e l’impegno antimafia li raccolsi io come legato.

Nel 1991, l’anno della mia laurea, aggiunsi alla sezione di libri di mio padre, la ricostruzione della vicenda dì Ambrosoli, a cura di Corrado Stajano, per i tipi Il Saggiatore, Un eroe borghese, che ridava dignità all’avvocato milanese.

Nel 1995, quando nacque il mio primo figlio, Vincenzo, Michele Placido portò sugli schermi il libro di Stajano, nel film omonimo, dando all’avvocato Ambrosoli il volto di un concentratissimo Fabrizio Bentivoglio.

Nel 2019, l’anno di laurea di mio figlio Vincenzo, un altro volto ridiede vita all’avvocato Ambrosoli.
Nella docu-serie tratta dalla ricostruzione della vicenda ad opera del figlio Umberto, “Qualunque cosa succeda”, fu PierFrancesco Favino ad interpretarlo.

Finalmente restituito l’onore a Giorgio Ambrosoli, si moltiplicarono le forme di onorificenza a lui dedicate. 

Nel 2000 la giunta Albertini istituì il Premio di Laurea Giorgio Ambrosoli, con cui vengono premiate le tesi di laurea che che abbiano approfondito il tema dell’etica applicata all’attività economica con riferimento ai fenomeni di corruzione che inquinano la vita economica nella sfera pubblica e privata, al rapporto tra economia legale ed economia criminale anche di stampo mafioso.

Molte strade, piazze, scuole, vennero intestate all’avvocato Giorgio Ambrosoli. A Roma una piazza vicino alla Nomentana.

Mi manca particolarmente mio papà, e mi spiace che lui non sia con noi, emozionati, oggi, 25 maggio 2021.

Il giorno in cui mio figlio, che porta il suo nome, riceve a Palazzo Marino il premio di Laurea intestato a quell’eroe borghese, al professionista che esercitò imperterrito il suo mandato “qualunque cosa succeda”, l’avvocato Giorgio Ambrosoli, con la tesi intitolata “L’IMPIEGO ELUSIVO E FRAUDOLENTO DELLE SOCIETÀ DI COMODO NEL DIRITTO PENALE TRIBUTARIO” e la seguente motivazione:

Trattasi di una tesi in Diritto penale dell’economia che analizza la realtà delle società di comodo e i possibili utilizzi nel campo del diritto tributario e del diritto penale.

Il candidato esamina con approccio sostanziale le diverse tipologie e patologiche funzioni di tali società. Egli offre una panoramica che consente di cogliere anche le difficoltà con le quali l’ordinamento (in prospettiva normativa, applicativa e interpretativa) è chiamato a fronteggiare le violazioni tributarie che si realizzano per il tramite di questo genere di veicoli, la cui operatività ha spesso natura transfrontaliera.

L’analisi di concetti quali elusione, fraudolenza e abuso di diritto è realizzata con nitore e contributo proprio, senza lasciarne la spiegazione al dettato normativo o al riferimento giurisprudenziale.

La tesi merita di essere premiata per la rilevanza della problematica affrontata, la profondità di analisi, la chiarezza espositiva e la capacità di sintesi.

Motivazione del premio di Laurea Giorgio Ambrosoli al Dott. Costa Vincenzo
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4 pensieri su “La spinta della memoria – In ricordo dell’avvocato Giorgio Ambrosoli

  1. Che orgoglio!!! Che soddisfazione!!! Complimenti vivissimi a Vincenzo a cui va il mio sentito ringraziamento per il contributo dato a noi tutti attraverso il suo sapere, la sua passione e i suoi sacrifici.

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