Seconda serata di Andando per Libri – Costanza DiQuattro

Nell’ambito dell’iniziativa Venti di Primavera, ieri sera presso il Centro polifunzionale della Biblioteca Civica di Lentini, il secondo incontro di Andando per libri. Gingolph ha incontrato Costanza DiQuattro, autrice di Giuditta e il Monsù, Baldini+Castoldi.

Costanza DiQuattro è una donna dai molteplici profili, storia, arte, letteratura e teatro.

Discendente di una famiglia ragusana, di grande storia e tradizione, racconta e scrive di luoghi magnifici, come la casa sul mare che ormai in tutto il mondo riconosciamo come la casa di Montalbano.

Racconta e scrive di storie di famiglia appassionanti, come già nel precedente romanzo Donnafugata.

Insieme alla sorella ha ridato vita al Teatro di Ibla, il Teatro Donnafugata, dove qualche settimana fa ha fatto tappa l’Accademia dell’Orchestra della Scala di Milano, che ha rappresentato le otto stagioni, cucendo tra Vivaldi e Piazzolla una ideale tessitura di note ed emozioni.

Il teatro, una realtà significativa ed importante, testimonianza viva di una cultura e di una tradizione umana che ancora si respira per le vie di Ragusa Ibla.

Infine, ma solo per il momento immagino, una donna che conosce, ama cucinare, che fa della cucina, uno dei gesti di amore più grandi. Amore verso i commensali, ed amore verso gli antenati che quelle preparazioni culinarie hanno elaborato nel corso dei tempi.

Una delle colonne che sorreggono il tempio del suo ultimo romanzo, Giuditta ed il Monsù, è proprio la cucina, la cucina della tradizione. Lo slow food tramandato a Palazzo Chiaramonte.

La serata è stata aperta dai saluti del Dirigente Giuseppe Cardello, dell’Assessore Cristina Stuto e del vicesindaco Maria Cunsolo, che non fanno mancare la loro vicinanza istituzionale ai nostri appuntamenti, come ha piacevolmente sottolineato la stessa Costanza DiQuattro,

La conversazione è stata piacevole ed interessante ed a tratti sorprendente, come la scrittrice ragusana ha definito il suo nuovo romanzo.

È stata impreziosita dalle letture di Manuela, Simone e Francesca del gruppo Gli Amici di Casa Costa, che hanno dato un saggio delle abilità letterarie della nostra ospite, estraendo dai suoi tre libri, altrettanti passaggi significativi, che hanno introdotto specifici momenti della nostra conversazione.

Abbiamo sentito Costanza raccontarci della sua infanzia, delle estati a Puntasecca, nella casa grigia, da tutti oggi conosciuta come Casa di Montalbano. Ci ha raccontato della sua famiglia, giocherellona, che con grande divertimento ha accolto le orde di turisti e di curiosi, attratti dalla serie Tv italiana più nota al mondo.

Costanza DiQuattro ci ha raccontato della scelta coraggiosa, ma in un certo senso obbligata, di ridare vita pubblica al Teatro di casa, il Teatro Donnafugata di Ibla. Obbligata dal senso di recupero e di mantenimento del valore di una tradizione culturale familiare e cittadina. Una responsabilità abbracciata con coraggio e volontà, riarticolando la propria vita al servizio della memoria, della cultura, del teatro, della città.

Ci ha testimoniato del grande senso di abbandono percepito nettamente durante la fase più acuta della pandemia. Un senso di abbandono condiviso con tutti gli operatori del mondo dell’arte, grande dimenticato, colpevolmente dimenticato, dalle istituzioni.

Costanza DiQuattro ci ha raccontato del piacere, e del dovere, di raccontare la vicenda umana, pubblica e privata del barone Corrado Arezzo di Donnafugata, nel suo secondo romanzo.

The other side of Gattopardo, come l’abbiamo definito. Lo stesso Risorgimento raccontato con altra ottica, con altro respiro, meno aristocratico, meno supponente, anche se ugualmente deludente, per il barone Corrado, che, novello Cincinnato, si rinchiude nel castello di Donnafugata, quando prende atto delle conclusioni inattese del processo risorgimentale.

Un romanzo dotato di pagine davvero preziose, zeffirelliane per la ricchezza di dettaglio e di racconto.

È stata l’occasione per individuare e condividere le caratteristiche distintive che possiamo racchiudere nel termine ragusanità, che contraddistinguono gli abitanti di Ragusa, che possiamo tutti riconoscere nelle nostre, occasionali o meno, relazioni che intessiamo con Ragusa e i suoi cittadini.

Costanza DiQuattro ci ha raccontato dei due protagonisti del nuovo romanzo: Giuditta e Fortunato.

Nati quasi contemporaneamente, ma ognuno dalla sua parte della scala sociale. Nel quadro di Palazzo Chiaramonte, la giovane erede ed il figlio del Monsù, il cuoco di palazzo, poi Monsù egli stesso, sviluppano inevitabilmente un forte sentimento che li accomuna.

Vivono la loro formazione e crescita andando incontro al loro destino. Una struttura da tragedia greca, come la stessa autrice ha definito questo romanzo.

Parlare di questo romanzo ha dato l’occasione a Costanza di spiegare la sua attenzione alle tradizioni culinarie della sua famiglia, della sua città. La componente culturale di queste tradizioni, la loro correlazione stretta con le tradizioni religiose, la loro componente di empatia, di cura, di attenzione, di amore che rivestono anche oggi, nonostante le aggressioni dei Fast food e della novelle cuisine, e della paccottiglia gastronomica che imperversa dal piccolo schermo.

Infine la scrittrice si è generosamente offerta alle domande e agli interventi del numeroso pubblico rimasto ad ascoltarla fino ad ora tarda davvero, facendo ancora più tardi con la firma delle numerose copie che le hanno sottoposto i suoi nuovi lettori, e agli immancabili selfie.

Memoria, cultura, tradizioni, amore e cucina, teatro e famiglia, Costanza DiQuattro ha offerto al suo pubblico una deliziosa conversazione che Lentini non dimenticherà facilmente.

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