Si è concluso domenica sera il giro di presentazioni del primo romanzo di Giovanni Di Marco: L’avversione di Tonino per i ceci e i polacchi – Baldini+Castoldi – tra le province di Siracusa e Ragusa.

Sabato a Ragusa ospite della prestigiosa Libreria Ubik Paolino, con la ferma conduzione di Chiara Scucces.
Venerdì e domenica con Gingolph e gli Amici di Casa Costa e la gloriosa Casa del Libro Mascali di Siracusa.

Venerdì 24 marzo all’Urban Center in collaborazione con Siracusa Città Educativa ed il Comune di Siracusa, un incontro affettuoso, intimo, nel quale Giovanni Di Marco ha illustrato il senso della sua creatura letteraria.


Le letture di Francesca Pacca e Simone Giallongo hanno offerto a Giovanni e ai partecipanti l’opportunità di approfondire i due aspetti del romanzo:

un romanzo che racconta con gli occhi orfani e astuti di Tonino la provincia siciliana tra la novità assoluta dell’attentato al Papa, i mondiali dell’ottantadue e le evoluzioni successive e racconta i rituali che accompagnano il dolore del lutto, che diventano essi stessi elementi costitutivi del dolore;
un romanzo dove trova spazio la denuncia di una delle piaghe più gravi: la pedofilia nella Chiesa Cattolica e la tendenza omertosa nei confronti dei colpevoli.

Giovanni Di Marco ha precisato che il suo intento è stato raccontare le vittime e donare loro voce potente, cercando di mantenere un delicato equilibrio anche nel racconto della violenza, per non banalizzarne la portata, e non volgarizzarne il contenuto, proprio a tutela delle vittime.

Domenica 26 marzo, ospiti dell’Aula Consiliare del Comune di Solarino, con la collaborazione di Kerayles Edizioni, un incontro attento e partecipato, nel quale Giovanni Di Marco ha ulteriormente raccontato della sua opera prima. Un romanzo rotondo con molteplici piani di lettura, che si integrano perfettamente e funzionalmente nel racconto di un’epoca e nella narrazione di un tema molto scabroso, ma delineato con tutta la delicatezza che merita.


I saluti dell’editore Silvio Aparo, del sindaco Giuseppe Germano, dell’assessore alla Cultura Retilia Gervasi hanno aperto la conversazione.



Ai lettori degli Amici di Casa Costa, Francesca Pacca e Simone Giallongo, si è aggiunta Maria Burgio per offrire ai partecipanti dell’incontro il suono della narrativa di Giovanni Di Marco: alcuni esempi del tono del romanzo, della scrittura appassionata di quelle pagine.

Con il contrappunto di alcuni interventi dal pubblico l’autore ha potuto precisare alcuni aspetti del libro.

La natura di criminale seriale del pedofilo, certamente non solo nella Chiesa, che sceglie quale occupazione svolgere e dove, in funzione della disponibilità di vittime. Sceglie anche quali vittime ghermire, tra le più fragili, come l’orfano Tonino, appunto.
La pesante corresponsabilità dello Stato Italiano concordatario nella sostanziale impunità degli uomini di chiesa responsabili direttamente o indirettamente di pedofilia.
Accogliere positivamente gli sviluppi impressi da Papa Francesco, come il motu proprio del 25 marzo, seppur osservando che ancora ci sono ampi margini di miglioramento, ad esempio nella denuncia del Concordato come la Corte di Giustizia europea chiede a gran voce.

Grazie a Giovanni Di Marco, alla sua chiarezza, alla sua disponibilità, alla sua delicatezza, al suo romanzo, che merita le fortune che sta avendo, e che ancora potrà avere.
Grazie a tutti coloro hanno collaborato alla realizzazione di questi eventi.

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