Il domani è già oggi (almeno in Tv) – IA e Fiction – Dehors Neri 2 agosto 2023

Ancora una serata centrata. Ancora un momento di condivisione intrigante e stimolante. Ancora partecipazione numerosa e qualificata.

Franco Neri e Aldo Mantineo hanno trasformato il Dehors della pasticceria Neri in una aula di formazione specialistica, dove tra cazzeggio e granite si realizzano incontri ineguagliabili.

Non ci sorprenderebbe che qualche università cominciasse a studiare cosa rende così indimenticabili gli incontri che si tengono qui, o che l’Unesco l’aggiunga all’elenco dei luoghi Patrimonio dell’umanità.

Introdotti da Franco Neri e coordinati da Aldo Mantineo, mercoledì sera Gingolph e Marcello Bianca hanno guidato lo scelto pubblico attraverso una breve passeggiata nel cinema che ha raccontato l’Intelligenza Artificiale, con una precisa e doverosa puntualizzazione sul vero e falso nel mondo della fotografia.

Una selezione personale e discutibile, ma che è servita a condurre per mano gli amici presenti verso il clou della serata.

Abbiamo ricordato l’impatto che ha avuto sul cinema e sulla science-fiction in generale un film come 2001 Odissea nello spazio del Maestro Kubrick. La visionaria profetica vicenda di Hal 9000, prototipo di IA, che, costretto a mantenere il segreto sulla missione in corso, cade in contraddizione e, quindi, in errore, dando vita a una epica e indimenticabile lotta uomo macchina, che per Kubrick diventa il pretesto per una riflessione filosofica che ha fatto la storia del cinema.

Abbiamo ricordato il contributo di Ridley Scott, Blade Runner, con i suoi replicanti, guidati da Rutger Hauer, in lotta con il poliziotto Harrison Ford. Con la funzione empatica dei ricordi, con i diversi finali che nel tempo ha mostrato quel film.

Un salto fino al 2013 per la storia d’amore di Spike Jonze, Her, in italiano Lei, con Joaquin Phenix, non ancora Joker. L’amore digitale, che prescinde dalla corporeità, che punta all’essenza. Diventerà un giorno normale e socialmente tollerato innamorarsi della propria Siri, o Alexa?

Con Il mondo dei robot di Michael Crichton del 1973, siamo passati alla serialità televisiva con il remake del 2016, targato HBO, Westworld.

Una riflessione ampia e approfondita sui concetti di consenso, responsabilità e giustizia in un mondo di androidi organici che servono pulsioni e desideri di insoddisfatti danarosi e senza scrupoli.

La riflessione condivisa sulla portata anticipatoria e visionaria della serialità televisiva è proseguita con il recentissimo primo episodio della sesta stagione di Black Mirror: Joan è terribile.

Una vertiginosa creazione degli autori di questa dirompente serie.

Una donna normale, con una vita normale, fatta di medie soddisfazioni e altrettante insoddisfazioni, scopre che suo malgrado è diventata la protagonista di una serie Tv, distribuita dalla piattaforma Strawberry (clone perfetto di Netflix). La serie racconta senza schermi o protezioni la vita di Joan in tempo quasi reale, interpretata sullo schermo da Salma Hayek.

La vicenda sempre più sconvolgente, attraversa e ribalta tutti i nostri dubbi e perplessità sull’evoluzione dell’IA, finora espressi nei nostri incontri.

Non raccontiamo altro dell’episodio a voi lettori di questo blog, affinché possiate vederlo senza fastidiose anticipazioni, e farvi le vostre idee.

Diciamo solo che ci interroga sul vero e il falso ai tempi dell’IA.

Che si rivolge direttamente alle istanze dello sciopero di autori e attori di Hollywood che da maggio blocca l’attività delle major (con qualche deroga per alcune case di produzione indipendenti).

Che anche in questo episodio vengono messi a dura prova i concetti cruciali di consenso, responsabilità e giustizia.

L’attenzione e la partecipazione del pubblico hanno misurato l’interesse per questi temi.

Interventi molto qualificati dal pubblico hanno puntellato la nostra piccola maratona nella science-fiction.

Roberto Fai ha sottolineato la riflessione sulla definizione di coscienza che potrebbe attenersi all’incombente IA, CHATGPT e non solo.

Carmelo Maiorca ha evidenziato le problematiche politico giuridiche del Capitalismo della sorveglianza, il possesso dei nostri dati, il loro utilizzo nelle mani di pochi colossi privati, ottenuto barattandolo con l’intrattenimento a cui non sappiamo resistere.

Mario Fillioley, riferendosi proprio all’episodio Joan è terribile, ha colto la portata rivoluzionaria di questa fiction rispetto a tutte le precedenti. Fino a questo episodio abbiamo sempre immaginato di creare androidi sempre più simili agli umani, fino a confonderli con gli umani, fino a subirne attacchi sovversivi.

In questo episodio gli umani spariscono, diventano “liquidi”, diventano immagini, voci, gesti e movimenti virtuali. La realtà perde consistenza fisica. La suggestione spesso tentata dalla fiction di rappresentare situazioni e contesti che si rivelano onirici, sognati dagli stessi protagonisti o da altri, assume tutt’altra valenza e potenzialità.

Sono gli umani che diventano artificiali come gli androidi.

Superato abbondantemente il limite orario che ci diamo in questi suggestivi appuntamenti ci siamo salutati affidando l’ultimo spunto di riflessione a una pagina tratta da “Macchine come me”, distopia del 2019 di Ian McEwan. In una Londra del 1982, in cui l’Argentina ha vinto la guerra delle Falkland, e Alain Turing è sopravvissuto e ha sviluppato i suoi studi sull’IA, circolano 25 androidi sperimentali, 13 Adam, e 12 Eve.

Abbiamo letto un estratto da una conversazione tra Turing e uno scontento acquirente di un Adam, nel quale Turing spiega come siamo riusciti a generare una intelligenza artificiale, perfetta, che cresce ed evolve rapidamente e con successo. Ma abbiamo inserito queste macchine perfette in un mondo imperfetto, pieno di contraddizioni, apparentemente inspiegabili e insanabili. La nostra plasticità umana ci consente di destreggiarci tra le contraddizioni. La plasticità delle IA, più coerente, anche più rigida eticamente, cade in contraddizione essa stessa e genera “disagio” alle macchine.

Niente va. Che ve lo dico a fare?

Non conviene proprio perdersi questi appuntamenti tra Intelligenza Artificiale & Deficienza Naturale nel Dehors Neri.

Gli immancabili generi di conforto Neri
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1 pensiero su “Il domani è già oggi (almeno in Tv) – IA e Fiction – Dehors Neri 2 agosto 2023

  1. Bravi,come sempre mi avete incuriosito con titoli che non ho ancora letto e film che non ho visto. Mi prometto di farlo .
    Ti seguo sempre Gingolph.

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