La magia del Teatro – Antigone di Sofocle, diretta da Robert Carsen – Teatro Greco di Siracusa 2026

Antigone di Sofocle l’ho vista tante volte. 

Tra le mie tragedie preferite per la potenza dello scontro tra amore e legge, per la forza dell’insubordinazione di una donna all’ottusità del potere. 

Ieri sera ne ho visto una messa in scena che resterà incastonata nella mia memoria, che farà da benchmark alle prossime versioni che il Teatro Greco di Siracusa mi offrirà. 

Partiamo dall’elemento cruciale di questo teatro: la traduzione

I versi di Sofocle diventano dialogo umano, vivo, moderno, attuale, senza perdere alcuna traccia della sua classicità, della sua forza tradizionale, del potere della parola di scolpire nel tempo pensieri e valori. 

Francesco Morosi ha fatto un lavoro sovrumano.

Gli attori alle prese con questo testo lo hanno interpretato con una recitazione improntata alla misura, alla naturalezza. Abbiamo assistito a una resa degli scontri potenti di questa tragedia molto credibile e realistica, senza eccessi, urla e lai, se non essenziali e funzionali. Abbiamo visto Antigone opporre quasi sussurrando, con una determinazione per questo più feroce e irreversibile, i suoi comandamenti al tronfio Creonte

Abbiamo udito il coro dipanare concetti e pensieri con una semplicità che avevamo dimenticato. 

Abbiamo visto Emone rappresentare il conflitto generazionale che in ogni nostro tinello si svolge ineluttabilmente. 

Abbiamo visto Euridice attraversare scale e palco con la compostezza di una first lady No Epstein, e poi dare vita al dolore più grande, al dolore più indicibile con poche trattenute parole e con un silenzio che ha urlato e legato i cuori dei presenti. 

Siamo stati stregati da un Tiresia che per il nostro gusto di spettatori si è fatto carne e uomo sul palco, abitando la voce e il corpo di Graziano Piazza in stato di grazia. 

La messa in scena è stata potente nella sua semplicità. Il palazzo rappresentato da una poderosa scalinata, attraversata da soldati, regnanti e popolo, come la scala di Odessa della citatissima Corazzata cinematografica. 

La piazza spoglia con qualche essenziale elemento di arredo solo funzionale alla singola scena. 

Tre momenti corali hanno attraversato come frecce l’anima dei cinquemila spettatori silenti e commossi:

  • Lo scomposto pianto dei parenti dei cadaveri riportati dal fronte, eterna imago della follia umana, della irredimibile ottusità del potere, che non conosce soste o termine nel tempo. 
  • La narrazione della guerra, flashback improvviso, con gli spari che giustificano i tanti fori che deturpano la scala/palazzo e i caduti che trovarono accoglienza nel dolore già descritto. 
  • La profezia dell’assalto degli uccelli che ha innestato Hitchcock su Sofocle, e che ha sgomento davvero gli spettatori, coinvolti fino all’ultima fibra. 

Traduzione capolavoro, cast di estremo livello in ogni ruolo, movimenti e scene dalla forza rappresentativa imponente e irresistibile, sono stati abilmente orchestrati dalla mano di Robert Carsen – che Afrodite lo preservi sempre al servizio del teatro – una mano ferma e amorevole che ha portato sulla scena la migliore Antigone che io abbia mai visto. 

Meritatissimo, pertanto, l’Eschilo D’oro 2026 che ha concluso tra gli applausi irrefrenabili uno dei momenti di teatro più alti della storia dell’INDA

Non perdetevela, date retta a uno che vi vuole bene…

Qui trovate tutte le notizie utili su questa memorabile messa in scena: cast, calendario e biglietti

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