Rock & (sc)roll o lento? – Stop Scroll di Aldo Mantineo – Keyrales edizioni

Qualche tempo fa, Adriano Celentano costruì una sua trasmissione televisiva sul confronto tra Rock & Roll e lento, definendo R&R le cose o situazioni moderne, auspicabili, e lente le situazioni che meritavano un ammodernamento.

L’antitesi tra ritmo e dondolio diventava quasi un conflitto generazionale, uno scontro ideologico tra modi diversi di approcciare la vita.

Per i tipi di Kerayles, la casa editrice del gruppo Apalòs che si occupa di approfondire temi cruciali con uno sguardo giovane, Aldo Mantineo torna in libreria con un nuovo saggio, Stop Scroll.

Il libro restituisce nuova veste al podcast Aldo Gradimento, nel quale Mantineo ha affrontato la tematica della nostra nuova esistenza digitale.

Nell’ottica di Celentano, Mantineo tenta di rallentare uno strumento R&R come il podcast. L’obiettivo dichiarato è quello di raggiungere quelle fasce di pubblico che cercano ancora nella pagina (di carta o di bit) la via di accesso alla conoscenza.

Stop Scroll, non è un manuale operativo, né una semplificazione for dummies, e neppure una furba serie di suggerimenti e trucchi alla Aranzulla.

Il libro di Aldo Mantineo viene a sconsare il gioco alle multinazionali del Capitalismo della Sorveglianza. Instilla dubbi, domande, suggerisce di rallentare, laddove la velocità e l’istantaneità costituiscono le cifre identificative, il watermark, di questo nuovo mondo dalle sorti magnifiche e progressive. 

C’è voluta tutta l’esperienza da giornalista di Mantineo per condensare in un centinaio di pagine le raccomandazioni di una nuova educazione civica moderna, i consigli per evitare gli sfondapiedi che il mondo digitale mette sul cammino dei nuovi cittadini.

Sin dalla introduzione, l’autore evidenzia tre parole chiave: 

  • Responsabilità 
  • Consapevolezza 
  • Capacità Critica

L’esercizio di ciascuna di esse e di tutte tre insieme, è imprescindibile per muoversi dentro il mondo di oggi, che ha aggiunto la quarta dimensione del digitale, alle tre dimensioni fisiche ancestrali.

Questo è il primo punto di attenzione del libro: un invito a superare la distinzione tra virtuale e reale. Nel mondo a quattro dimensioni virtualità e  realtà sono connesse e intrecciate, sono manifestazioni dello stesso essere.

Mantineo rileva però che ad ostacolare le condotte più utili ed efficaci concorrono una serie di ladri di tempo.

L’esperienza professionale di management e di programmazione ci ha insegnato a definire ladri di tempo, quelle attività che assorbono tempo non produttivo. Stop Scroll ci insegna che esistono altri ladri di tempo, quelli che ci liberano dal tempo apparentemente non produttivo, quello dell’attesa.

Il mondo digitale ci offre attività in cui il tempo dell’attesa, della elaborazione, viene riassunto in istanti.

In un saggio recentemente rilanciato via substack, Roberto Cotroneo, analizza proprio gli effetti di questa nuova postura, che ha soppresso il tempo erotico dell’attesa.

Pensiamo alle comunicazioni epistolari. L’invio di una lettera per posta implicava un irriducibile tempo di attesa per la risposta. Nel mondo digitale avviene sempre più spesso che l’attesa sia davvero infinitesimale.

Ovviamente per altre attività vale ancora di più questa scomparsa del tempo di attesa.

Per undici capitoli l’autore prova a dimostrare che qualunque cimento affronti il cittadino digitale, sempre nel tempo va ricercata la variabile che  può consentire prudenza, riflessione, attenzione e cura.

Sia che ci troviamo davanti a una fake news, sia che ci troviamo a riconoscere che tipo di reputazione digitale stiamo costruendo, che tipo di educazione digitale stiamo fornendo ai nostri figli, sia che veniamo accalappiati da moderni venditori della Fontana di Trevi via web, sia che fronteggiamo un algoritmo astuto come il peggior Odisseo, sia che siamo sfidati ad andare oltre il reel.

Insomma, sia che adottiamo un atteggiamento apocalittico, o uno integrato, dobbiamo riappropriarci del tempo necessario per valutare una comunicazione ricevuta, per ricordare che scripta manent (anche i whatsapp o i commenti superficiali), per cogliere appieno gli effetti di ogni nostra attività sulla nostra e sulla altrui vita.

Insomma, per esercitare le condizioni di una cittadinanza moderna (responsabile, consapevole e critica), Mantineo ci chiede di non farci affascinare dal Rock & Roll, ma di recuperare la lentezza, la capacità di onorare il tempo, di usare il tempo, per elaborare il proprio modo di stare nel mondo. Anti Celentano, insomma.

Una lettura necessaria, importante, per ridare centralità al tempo e smettere di scrollare senza elaborarne i contenuti.

Il fatto che il libro sia dedicato a chi ha dimostrato di saper usare il suo tempo, di sapere stare a tempo con ogni musica, R&R o ballad, di saper far dono del suo tempo agli altri, non diventa così una casualità. 

Alla nostra frenesia scrollante digitale, Franco Neri dice ancora, attraverso questo libro di Aldo Mantineo, stentoreamente e dolcemente insieme:

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