Nel 2022, per il cinquantenario dell’uscita del film, siamo tornati a vedere Il Padrino al cinema.
Una vera e propria esperienza polisensoriale, tra memoria, sentimento e cinefilia. La musica, alcune scene, la recitazione, tutto il montaggio, il film nella sua interezza, sono ormai elementi fissi del nostro background, del nostro immaginario culturale. Non perdo occasione di rivederlo, di parlarne, di pensarci. Anche in Gingolph e la musica “oriunda”, il memoir appena uscito, Il Padrino si è preso il suo spazio.
Anche quest’anno ho rivisto Il Padrino, in Tv, sulla nuova piattaforma Paramount +. L’occasione è stata la serie Tv, Paramount ovviamente, The Offer. La narrazione, avvincente come il film sottostante, delle vicende, delle difficoltà, delle traversie del produttore del Padrino, Albert Ruddy.

Dieci puntate serratissime che offrono una vista privilegiata sul mondo di Hollywood, sulle sue manie, i suoi tic, i suoi personaggi.
Un pingue e barbuto Francis Ford Coppola che sogna il suo film e lo vede prima di girarlo, i suoi capricci artistici, la collaborazione nella scrittura del film con un altrettanto pingue e goloso Mario Puzo.

La figura molto americana del protagonista, i suoi rapporti con la mafia, quella vera, la sua capacità da slalomista di divincolarsi tra tutte le difficoltà, buttando sempre il cuore oltre l’ostacolo e ancora più oltre.
La segretaria di produzione Betty, insostituibile come ogni segretaria.

Sullo sfondo attori, attrici, maestranze più o meno famose, tutta Hollywood che si muove durante e intorno al making of del film.
Love story, Chinatown, Quella sporca ultima meta.

Rivedere il film dopo aver divorato la serie con la stessa bulimia con cui Coppola e Puzo divorano i cannoli, aggiunge tutto un panorama di riferimenti che moltiplica il piacere della visione. Marlon Brando con il gatto che riceve le richieste di aiuto al matrimonio della figlia, la testa di cavallo sanguinolenta nel letto, la fraccata di legnate di Sonny a Carlo, l’esplosione dell’auto con Apollonia, tutto assume altro senso, altra rilevanza, risuona di tutto quello che abbiamo visto si è sviluppato prima, intorno e dopo, la scena stessa.

Si apprezza meglio la trasformazione di Michael da eroe decorato al valor militare a spietato incontrastato e incontrastabile Don della famiglia, che in effetti abbiamo visto essere la trasformazione di un giovane spiantato attore dei teatri OFF Broadway, con la fissazione del metodo Strasberg, in attore cinematografico da successo al botteghino assicurato. Con Il Padrino nasce il mito di Al Pacino, grazie alla caparbia visione di Coppola che vede in lui quello che nessun altro vi aveva visto.
Per tutta la serie la nostra memoria è sollecitata da quello che vediamo. Le ideazioni di alcune scene tra le più note, I preparativi per realizzarle, l’effetto sulle facce di chi assiste alle riprese.
Nessun fotogramma del Padrino è contenuto nella serie, nessun fotogramma del Padrino è riprodotto ai fini di questa serie. In alcuni rari momenti sentiamo il sonoro, la musica, i rumori, le voci, ma mai vediamo nulla. Eppure il film riscorre nella nostra testa centinaia di volte.
La vicenda è raccontata da Ruddy in un libro a cui la serie si ispira. Diventa inevitabile un certo sapore agiografico, un sottile superomismo, in alcuni tratti sembra davvero il solo uomo capace di fare quel tipo di mestiere. Ma la serie è così bella, con un susseguirsi di colpi di scena, che glielo perdoniamo.
Il film è così universalmente famoso, così visto da tutti, o quasi, che la serie non si fa alcuno scrupolo nell’anticiparne sequenze, svolte, conclusioni. Non potrebbe essere altrimenti. D’altronde chi non ha visto Il Padrino, non troverebbe la stessa soddisfazione nel vedere questa serie come se fosse solo un esperimento di metacinema.
Due perle sono contenute nella serie. Per parlarne siamo costretti a fare qualche anticipazione sullo svolgimento della serie stessa. Pertanto chi temesse spoiler si fermi pure qui. Torni se lo vorrà dopo aver visto la serie The Offer.
Due particolari scene che sono un omaggio al cinema, alla magia del cinema, vista da due punti diametralmente opposti, ma complementari.

La prima si svolge a Hollywood. Dopo aver superato le traversie sul cast e aver definito gli interpreti principali della famiglia, da Don Vito a Carlo, il marito di Connie, Coppola, Puzo, Ruddy e Betty riuniscono tutti gli attori per una cena di convivialità. Un ristorante italiano, una tavolata tipica, gli attori prima timidamente, poi sempre più convintamente, prendono posto secondo i ruoli. Capotavola Brando, al suo fianco destro James Caan, Sonny, al suo fianco sinistro Talia Shire, Connie, poi via via tutti gli altri, con Duvall e Pacino più distanti.
In poche battute e pochi momenti, gli attori cedono il posto ai personaggi, e davanti agli occhi sognanti ed estasiati di Coppola, diventano i personaggi stessi. Si immergono talmente tanto da sviluppare improvvisando una credibilissima scena di vita familiare, ognuno con i suoi tratti distintivi marcati.
Commovente e magico momento della serie, omaggio al mistero insondabile che fa del cinematografo l’arte del novecento.

La seconda si svolge a New York. Per evitare che alla prima mondiale del film si presentino i mafiosi della cosca di Joe Colombo, Ruddy e Betty trafugano le pizze del film, prenotano un cinema a New York e offrono una segreta proiezione speciale a tutti i gangster.
La proiezione del film la seguiamo osservandone le facce, il progressivo passaggio dalla spocchia arrogante dei primi minuti, alla partecipazione accorata delle scene successive.
Tutte le sequenze le riconosciamo, dai suoni, dai dialoghi, dalle loro espressioni. Un’intera platea che vive e condivide emozioni, sentimenti, paure, speranze.
Un altro momento magico e commovente. Un’altra rappresentazione di ciò che il cinema può fare.
Dopo aver macinato episodio dopo episodio di The offer, come tutte le piattaforme, Paramount+ propone e suggerisce di vedere altri prodotti correlati. Quando appare l’inconfondibile immagine di The Godfather, è proprio la classica offerta che non si può rifiutare…
Gingolph arriva anche su WhatsApp
Ogni volta che su Gingolph nasce qualcosa di nuovo, te lo faccio sapere con un messaggio.
Gratuito. Nessuna pubblicità. Solo libri, autori, recensioni e appuntamenti culturali.
