La vita bugiarda degli adulti – E/O – La Ferrante dopo l’Amica Geniale

Ritroviamo Elena Ferrante durante l’eco televisiva della sua tetralogia di successo.

Alcuni meccanismi narrativi dell’Amica geniale si ritrovano ed è subito aria di famiglia.

Ma Giannina è un personaggio ben definito, non copia Lila, o Lenú.

Un tratto distintivo della Ferrante risiede proprio nella capacità di raccontare i bambini (le bambine).

Il focus di questo romanzo sta nelle intersezioni tra la vita adulta e la vita infantile. Spesso noi adulti non ci poniamo il tema del riverbero della nostra vita, dei nostri esempi, delle nostre parole, nella coscienza dei piccoli che ci circondano.

Eppure che I bambini ci guardano, ce lo avevano già insegnato De Sica e Zavattini.

Ho trovato calzante la dicotomia familiare, l’ho in piccola parte subita anch’io. Un altro dei nostri soprusi adulti è, infatti, trascinare i piccoli nelle nostre piccole o grandi ripicche familiari, negli odii e nelle invidie lunghe più generazioni, dalle radici tanto antiche quanto effimere.

Ho trovato molto interessante l’oscillazione tra l’erotismo brutale del corpo e l’erotismo ancora più seducente, ancora più irresistibile dell’intellettuale. Due diversi modi di subornare gli altri, entrambi efficaci, entrambi ingovernabili.

Emblema della fragilità umana, della sua incapacità di definizione (come gli smarginamenti dell’Amica Geniale).

Resto con il desiderio di rincontrare ancora Giannina e Ida nella loro nuova vita.

Grazie Elena Ferrante, o chiunque tu sia…

Se vi è piaciuto seguitemi o ditelo ad altri

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