Che poi uno che scrive un blog e si aspetta che gli altri lo leggano, vuoi che non sia un po’ narcisista?
In una community creata sul social interno alla mia azienda, che si occupa di inclusione, integrazione e gestione della diversità, hanno pubblicato un consiglio di lettura per l’estate: Citizen Gay, di Vittorio Lingiardi. Un testo fondamentale per comprendere i fenomeni della identità di genere e le loro ricadute in termini di diritti e prerogative.
Prima di leggere quel libro (definito da Rodotà imprescindibile), sono stato colpito da Arcipleago N. Variazioni sul narcisismo, l’ultima pubblicazione del prof. Lingiardi.

La psicologia, l’analisi e lo studio delle relazioni, dei comportamenti, con basi scientifiche, neurologiche, biochimiche, mi appassiona. Cerco sempre nuovi strumenti per comprendere gli altri, o, in definitiva, me stesso.
Arcipelago N è un libro scorrevole. Il Prof. Lingiardi si sforza di rendere leggibile per noi profani, una mole gigantesca di studi. Come Rovelli fa per la fisica, Lingiardi scorre la sconfinata compilation di opinioni e autorevoli pareri che in un paio di secoli si sono addensati intorno alle definizioni di Narcisismo. Non sottraendosi però all’impegno e alla responsabilità di dire la propria autorevole opinione, anche se in aperto contrasto con l’opinione dominante.
Tra mito, letteratura, cinema e scienza il professore spiega anche agli alunni più distratti e refrattari cosa sia e quanto importante sia il narcisismo per comprendere molti dei fenomeni che ci circondano (anche in pandemia).
Le cose che ho capito (se qualche tecnico della materia ci trovasse qualcosa di sbagliato, dipende sicuramente da una mia cattiva interpretazione e non dal lavoro prezioso del prof. Lingiardi):
Il narcisismo non è necessariamente una connotazione negativa. Esiste uno stile narcisistico, fatto di autostima, determinazione, consapevolezza e assertività che non è patologico. Il tratto distintivo è la mancanza di sfruttamento, di manipolazione degli altri. È una valorizzazione di se stessi.
Oltre al narcisismo manifesto (overt), detto anche a pelle spessa, del vincente a tutti i costi, esiste un narcisismo fragile, nascosto (covert), detto anche a pelle sottile, di chi si immagina grandioso e potente, ma temendo di non riuscire a corrispondere a questa immagine, si rifugia nella vergogna, nell’autocritica, nella depressione e nell’invidia. La sua fragilità si estrinseca nella predisposizione ineluttabile ad essere feriti (pelle sottile) da tutti gli altri, con i loro inconsapevoli comportamenti, anche insignificanti per chi non fosse affetto da disturbo narcisistico della personalità.
“In ogni narcisista grandioso si nasconde un bambino che si vergogna, in ogni narcisista depresso e autocritico si annidano le fantasie grandiose di un bimbo onnipotente.”
Qualunque forma e grado di narcisismo è conseguenza di fallimenti empatici dei genitori. (E ti pareva…).
“(…) le patologie che oggi chiamiamo narcisistiche sarebbero l’esito di un fallimento materno nel sostenere lo sviluppo dello spazio potenziale generato dalla dialettica tra illusione di autosufficienza e dipendenza da una realtà riconosciuta come esterna. Le madri di questi pazienti non avrebbero permesso loro di arrivare a fare esperienza dell’uso dell’oggetto, cioè di conoscere e rapportarsi all’oggetto nella sua alterità, ma solo dell’entrare in rapporto con l’oggetto attraverso identificazioni.”
Penso ai miei genitori, ai miei suoceri, a mia moglie e a me. Penso a quanti danni siamo capaci di fare per generazioni. Infatti un’altra caratteristica del narcisismo è l’ereditarietà. Quindi un errore fatto dai miei bisnonni con uno dei loro figli, può arrivare fino a me e farmi diventare scrittore di blog (danni veri per l’umanità intera). Oppure un mio errore fatto con uno dei miei figli potrebbe generare un disturbo narcisistico della personalità in qualche pronipote, magari venusiano o marziano.

Il Prof Lingiardi fa una importante precisazione però (in disaccordo con altri scienziati, ma io gli credo). Non esiste un continuum tra stile narcisistico, positivo, disturbo narcisistico della personalità, negativo, e narcisismo maligno (psicopatia), pessimo. Quindi i genitori che non riescono a compiere il miracolo empatico della giusta valorizzazione dell’autostima, con i loro fallimenti possono generare nei loro figli, al massimo un disturbo narcisistico della personalità, (overt o covert) curabile, riassestabile con una buona terapia. Per generare narcisismo maligno e psicopatia, occorre essere genitori che abusano dei propri figli, che maltrattano i figli, che usano loro varie forme di violenza.
I miei genitori, i miei suoceri, Rita, io e molti nostri amici siamo eventualmente scagionati dall’apparizione tra i rami delle nostre famiglie di uno psicopatico.
Infatti, dopo aver illustrato diffusamente e dettagliatamente come le colpe dei padri ricadano sui figli, il prof. Lingiardi ci aggiunge anche un’altra causa del narcisismo, che risiede nel DNA di ciascuno di noi. Una sorta di predisposizione latente (forse ereditata ancora da qualche fallimento empatico antenato) che, incontrando l’ambiente giusto (genitori maldestri e non solo), può deflagrare in narcisismo patologico.
Ancora il prof. Lingiardi si sofferma su di un’altra caratteristica costitutiva del narcisismo, la nostra società occidentale, anche dopo la pandemia. La cultura imperante con le sue mistificazioni è brodo di coltura per atteggiamenti narcisistici.
“La mistificazione della politica serve a negare la complessità.
(…)
La mistificazione del corpo serve a negare la caducità.
(…)
La mistificazione delle relazioni serve a negare la dipendenza.”
È difficile essere genitori, maneggiamo con troppa disinvoltura, meccanismi delicatissimi. Ansie, aspettative, proiezioni, paure, desideri si scaricano su organismi in formazione, non solo fisicamente, ma, soprattutto, psicologicamente.
La categoria dei narcisisti covert, a pelle sottile, mi ha fatto pensare alla categoria dei PAS, cd. Ipersensibili, con cui mi sembra ci siano molte attinenze, o sovrapposizioni.
Se per un genitore attento, scrupoloso, consapevole, può essere mediamente più facile cogliere i tratti del narcisista overt, a pelle spessa, non è altrettanto facile individuare la potenzialità patologica di alcuni comportamenti apparentemente in controtendenza, di un figlio narcisista covert, a pelle sottile.
Genitori attuali ed in potenza date un’occhiata a questo prezioso libro, forse crescerà la vostra consapevolezza del vostro grado di narcisismo e potrete provare a ridurne gli effetti sui vostri figli. Centocinquanta paginette valgono qualche grammo di serenità in più per i vostri figli, nipoti, pronipoti ecc.
Potrebbero essere i vostri figli stessi a chiedervelo. Soprattutto se sono appassionati followers di Madame, l’artista che ormai seguo con assidua attenzione.
Mentre leggevo questo libro, infatti, qualche giorno fa, ho incrociato una storia Instagram di Madame, in cui lo sfogliava, ne leggeva ad alta voce passaggi cruciali ed invitava i suoi adolescenti appassionati seguaci ad approfondire i temi della personalità, non fermarsi sulla superficie delle cose, sforzarsi sempre di studiare e capire, anche quando sembra difficile e irraggiungibile.
Se la matrice dell’arte e dell’impegno di Madame è uno stile narcisistico sano, si conferma la qualità e la fondatezza del discorso del prof. Lingiardi.
Ma quante sorprese ci riserverà ancora Francesca, Madame?
