Ho visto Le Baccanti. Ho visto Dioniso, e non lo dimenticherò più.

Sarà stata l’attesa dopo la sospensione dell’anno scorso.

Sarà stata la collocazione oraria inconsueta.

Sarà stato il periodo inconsueto (assistere ad una rappresentazione classica dopo il ferragosto?).

Ma ieri sera mi è sembrato tutto nuovo, diverso, grandioso.

Mai avevo visto un tale dispiegamento di macchine teatrali al Teatro Greco di Siracusa.

Anche il Dioniso/Goldrake da cui discende il Dio fatto uomo (donna, in realtà), che in altri allestimenti avrebbe generato più di un sorriso di scherno, ieri non stonava affatto.

Questo allestimento resterà nella storia di questo teatro e del teatro in genere. (Qui trovate tutti i riferimenti).

Sulle pietre della cavea teatrale antica abbiamo assistito alla magnificenza del Teatro (con la maiuscola volontaria). Attori acrobati, donne e uomini volanti, ballerini, cantanti, suonatori, una rivoluzione al femminile, la dimostrazione di cosa potrebbe accadere quando fossero le donne ad accentrare il potere nelle loro mani.

Gli striscioni, i cartelli, anche in spagnolo, hanno connotato ulteriormente questa rivoluzione del piacere e della gioia, della libertà del piacere, della libertà della gioia.

La nota vicenda narrata da Euripide ha acquistato una dimensione moderna senza perderne le caratteristiche universali che la rendono attuale da duemilacinquecento anni (circa).

Ieri sera questa cavea era tutte le capitali del mondo dove le donne aspettano la loro liberazione, era anche Kabul.

Il grande sfarzo tecnologico non ha comunque soverchiato la forza degli attori ed interpreti di questa grande tragedia. Si è posta al servizio degli attori, tutti appassionati e appassionanti nelle loro interpretazioni magistrali.

Infine anch’io non posso tacere del fenomeno sovrumano, del fenomeno divino a cui abbiamo assistito:

Ieri sera nella cavea del Teatro Greco di Siracusa a guidare questa rivoluzione femminile della libertà, del piacere e della gioia non c’era Lucia Lavia, come recitava ingannevole il cartellone. C’era Dioniso, di persona personalmente.

Lo abbiamo visto tutti. Abbiamo tutti visto i suoi capricci di dio trascurato, la sua arroganza di dio vendicativo, le sue grottesche manovre, la sua forza spietata, il suo tirso impunito, le sue mille voci, ora suadenti, ora terrificanti, la sua cattiveria dolorosa, la sua anima divina, così tanto, troppo, viziata degli stessi vizi degli umani.

Povera Lucia Lavia, abitata per quasi tre ore ogni sera da tale dio così incontenibile, dalla ginnica sovrumana, dalla forza straripante.

Fuor di metafora.

Il Teatro Italiano ha conosciuto grandi famiglie, dinastie proprio, è anche inutile citarne alcune. Da quest’anno si avvia il primo importante passo per una nuova feconda dinastia teatrale, una grande famiglia che al Teatro continua a dare tanto, la dinastia Guerritore Lavia, con la straordinaria Lucia, tutta muscoli e teatro.

Fortunati noi che c’eravamo, che abbiamo visto, ci siamo emozionati, che conserveremo nella nostra anima la straordinaria performance di questa compagnia e di Lucia Lavia, in particolare.

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8 pensieri su “Ho visto Le Baccanti. Ho visto Dioniso, e non lo dimenticherò più.

  1. Bellissimo spettacolo concordo . Sensibile il pensiero alle donne afghane e allo slogan che ci accomuna : “todos somos baccos” .

    1. la replica si puo’ vedere su Rai play sezione teatro, per chi la volesse vedere.

      Personalmente avevo già visto in passato un altra versione delle Baccanti e fermo restante la bellezza di tutta la scenografia, la scelta del regista di trasformare Dionisio in un personaggio viziato e rasente la pazzia non mi è molto piaciuta.

      Detto questo il Teatro a Siracusa t’immerge sempre in un’atmosfera magica, vale la pena organizzarsi per essere presente.

      1. Credo che le Baccanti sia quella che ho visto più volte in questi anni. Ho visto molti allestimenti, più o meno convincenti. Questo per me li supera tutti. E la scelta di dare a Dioniso queste caratteristiche la trovo azzeccatissima. Piuttosto sarebbe stato difficilissimo realizzarla senza Lucia Lavia.

        1. Ho la fortuna di frequentare da molti anni Siracusa, quindi non mi faccio sfuggire il teatro e nulla da dire sulla scenografia,sono assolutamente daccordo con te, sicuramente la piu’ bella degli ultimi anni, da dimenticare quella del 2019, a mio gusto.

  2. Ho visto lo spettacolo a luglio e sono rimasta incantata. Da tutto. E il coinvolgimento è stato totale. Il Dioniso che ho visto e sentito non lo dimenticherò facilmente. Brava Lucia

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