Retablo – Della magaria, dello scangio, del milagro – Vincenzo Consolo dipinge un romanzo d’amore e di viaggio – Noi lo leggiamo per voi

Quando ero bambino i miei nonni gestivano un “negozio” al paese. La definizione di negozio, nascondeva un emporio delle categorie merceologiche più disparate. Tra le altre, era anche edicola. Fumetti, giornali e riviste attiravano la mia attenzione.

Forse per godere appieno della straordinaria offerta mi sforzai di imparare a leggere già in età prescolare. A quattro anni leggevo i fumetti di Topolino, del Corriere dei Piccoli, di Tiramolla e del Gruppo TNT.

Il negozio dei miei nonni era in prossimità della piazza centrale e godeva di un ampio marciapiede davanti alle vetrine, che si riempiva di sedie con parenti, amici e notabili del paese.

Chiacchiere, pettegolezzi, dibattiti politici e sociali, fornivano alimento per la mia curiosità di sapere, e per la mia attitudine all’ascolto di forme grammaticali, di toni ed intonazioni.

Passando a leggere la Centona di Martoglio, e tutti i suoi copioni teatrali, quella palestra di ascolto mi servì per restituire alla parola scritta, quel tono e quell’intonazione che arricchivano il senso.

Il passaggio immediatamente successivo avvenne con la pubblicazione dei 45 giri di Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina, del Teatro Stabile di Catania. Brevi sketch comici che narravano le avventure di Ajtina e di suo padre. Imparai a memoria quegli sketch, le intonazioni, i tempi comici, pause e cadenze, e nelle serate dei miei genitori, tra amici e parenti, le recitavo per il loro divertimento, gloriandomi delle loro risate piene e gorgoglianti.

Leggere ad alta voce, leggere per gli altri che ti ascoltano, non è facile.

Tutta quella gavetta che vi ho raccontato, mi è stata molto utile. Ma, soprattutto, la gioia provata allora è rimasta un obiettivo da perseguire.

Da adulto ho trovato delle compagne e dei compagni di viaggio che hanno condiviso con me questa ricerca, questi tentativi, con minore o maggiore successo, ma sempre con grande passione.

L’ultima avventura nasce con la spiacevole scoperta del sostanziale oblio in cui è caduto uno degli scrittori italiani più importanti del Novecento, Vincenzo Consolo. Nel decennale della morte pochissimi, rari interventi solo per addetti ai lavori, e poi silenzio.

Con Manuela, Francesca e Simone, compagni di questo viaggio, abbiamo deciso di irrompere nel silenzio con la nostra voce.

Abbiamo deciso di leggere il suo romanzo più significativo, quello dove la parola/pittura viene meglio rappresentata, Retablo.

Come le pale delle chiese, dove ordini di racconti per immagini si sovrappongono ad altri ordini di racconti per immagini intrecciati, questo romanzo avviluppa storie e linguaggi, voci ed emozioni, in uno storyboard di quadri, di rappresentazioni, di colori e profumi, di dialoghi e di solinghe riflessioni.

Nel libro si trovano cinque disegni a china, nella finzione realizzati da Don Fabrizio, che potrebbero servire come i pannelli dei cantastorie per consentirci di raccontare questa Historia de un amor, di tanti amor, dell’amor.

Ci vorrebbe la voce e la ritmica di Mimmo Cuticchio per sostenere la musicalità delle sue pagine, l’inesauribile tassonomia delle elencazioni di sensi e di emozioni, di cose viste, annusate, ascoltate, ammirate, temute, amate.

Un viaggio nella Sicilia del 1760, della sua estate del 1760, tra i porti, i palazzi, le ville, i templi, la natura, le meraviglie del Serpotta, l’arte e l’umanità che vive e brulica sulla sponda occidentale della Trinacria della seconda metà del Settecento.

Un viaggio raccontato da Don Fabrizio Clerici, giovane pittore lombardo, che sfugge alla vampa di un amore troppo caloroso, per farlo sedimentare, raccontando alla amata in attesa, le meraviglie godute, i disagi patiti, le esperienze umane ed artistiche.

Palermo, Monreale, Selinunte, Alcamo, Segesta, Mozia, Trapani, sono tappe di questo viaggio, per Don Fabrizio quadri di una Sicilia benedetta dalla sua natura e dall’arte che vi alberga, ma altrettanto maledetta dal popolo greve, volgare, indifferente, inconsapevole del dono divino di cui gode.

Suo Sancho, Isidoro, frate francescano spogliato, pratico di uomini e di umane vicende, ingenuo nelle pratiche d’amore, che brucia per tutto il viaggio d’amore e nostalgia per la sua Rosalia, che lo aspetta a Palermo.

Al termine del viaggio, entrambi scopriranno che le loro amate non aspettavano proprio un bel niente.

Invero il romanzo inizia con la pena di Isidoro che già ci anticipa la sua cocente delusione che lo fa diventare pazzo, e si sviluppa poi con il diario di viaggio di Don Fabrizio.

Ma Consolo vuole dipingere un vero Retablo, e sovrappone alla voce dei due uomini amanti disillusi, la voce di Rosalia.

La voce di Rosalia compare due volte.

Come scritto già trovato sui fogli, sul retro dei fogli che userà per scrivere il suo diario. Una sovrapposizione che già fa inganno, fa impostura (come sempre è l’arte, rispetto alla vita).

Alla fine del romanzo, come soluzione all’enigma, come rivelazione di una delle tante verità.

Retablo è un romanzo sulle imposture dell’amore, sugli inganni che perpetra l’amore, sulle illusorie metafore che ci fanno cadere in trappole che ci costruiamo da soli. Ognuno la sua Rosalia, Dulcinea, Beatrice, Laura, Lesbia, ecc.

O solamente la Rosalia d’ognuno che si danna e soffre, e perde per amore.

Questo mirabolante incrocio di voci, di verità, di menzogne, costituisce la tessitura di questo romanzo pittorico, la cui immaginifica lingua spinge già nella lettura individuale e solitaria a ripetersi a voce alta i passaggi per coglierne appieno sfumature di colore, e riverberi di senso (e di sensi).

Gli scambi emotivi, e le diverse intonazioni che abbiamo usato per prepararci all’evento della lettura di questo romanzo hanno aggiunto altre sovrapposizioni ed intrecci a questo Retablo.

Ringraziamo la Casa del Libro Mascali di Siracusa, quasi centenario punto di riferimento per la cultura siracusana, per averci ospitato e condiviso questa nostra avventura.

A questo link potrete rivedere i nostri sforzi ed il nostro piacere nella proposta della lettura di alcune pagine scelte di questo romanzo.

https://www.facebook.com/LibreriaMascali/videos/943012189685152/

Poiché le sovrapposizioni non sono mai troppe, vi lasciamo anche alcune foto di scena del set improvvisato da cui abbiamo trasmesso la nostra lettura, che ci ha scattato Marcello Bianca.

Speriamo di avere occasione di ripetere l’esperienza in presenza in altri contesti, sempre nell’ottica di diffondere di nuovo e ancora la voce del Maestro Consolo ai lettori appassionati di letteratura, e non solo di narrativa.

Nel volume Sellerio che lessi trent’anni fa, quando uscì Retablo, annotai:

Avvolgente, misterioso, incantatore… non te ne puoi facilmente liberare.

Lascerà una durevole impronta su di me.

Ora ho altri importanti motivi in più per confermare quella prima impressione.

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