FORSE SARÀ LA MUSICA DEL MARE… Conversazione tra foto, memorie, e desideri – Marcello Bianca e Gingolph alla mostra “La Luce nel Mare”

Appassionati di fotografia, curiosi, alcuni studenti del Liceo Scientifico Einaudi, si sono ritrovati ieri pomeriggio, 5 dicembre, nei locali dell’ex Convento del Ritiro, dove è allestita la mostra fotografica “La luce nel mare”, con le suggestive foto subacquee di Emanuele Vitale.

Nell’ambito del percorso culturale della mostra, il vostro blogger Gingolph e Marcello Bianca, il fotografo della luna, hanno intrattenuto i numerosi ospiti presenti con una conversazione tra foto, musica, mare, emozioni, ricordi e desideri.

È stata l’occasione per riflettere sulle interferenze inevitabili che la luce e il mare generano, suggerendo al fotografo reconditi pensieri, fissati in alcuni istanti, come nelle foto di questa mostra.

Il titolo che i due ospiti hanno dato alla loro conversazione è “Forse sarà la musica del mare…”, e infatti, hanno cercato entrambi di scoprire, intuire, quale sia la musica che risuona nelle fotografie di Emanuele Vitale.

Marcello e Gingolph hanno indagato con sensibilità diverse e complementari tutte le sezioni della mostra.

Hanno iniziato da Ascetic, la sezione della spiritualità, della attrazione del corpo dal mare verso la luce, verso la musica che viene dalle stelle, dalle Pleiadi. Ci hanno ricordato che l’ascesi non è eremitaggio, non è clausura, ma aspirazione all’unione, alla fusione.

Se Ascetic è ricerca della fusione, la sezione Yin e Yiang rappresenta la ricerca dell’equilibrio. Il tentativo di governare la tumultuosa marea delle forze contrapposte del nostro spirito.

Ancora ricerca della fusione nelle foto della sezione che racconta uno dei miti fondativi della città e del mare di Emanuele, la legenda di Anapo e Ciane. Due corpi che cercano di incontrarsi e riescono a farlo superando i limiti della propria sostanza, sfuggendo agli opposti voleri degli dei, fluendo uno dentro l’altra come due acque, ormai indistinguibili. Marcello ci ha trovato gli echi di una straordinaria canzone d’amore, una serenata, che era uno dei brani eseguiti dal gruppo del padre, i Mammasantissima, un brano d’amore struggente: “e vui durmiti ancora”.

Con le sezioni Gambe di Donna e Riflessi, si sono potuti approfondire i temi della suggestione, dell’inganno, dell’impostura e del giuoco.

Marcello ha approfondito i temi della verità dell’arte e della libertà dell’artista.

Il segmento dedicato al mito della Nascita delle meduse, frutto della unione tra luce lunare e acque del mare, ha offerto a Marcello l’opportunità di raccontare della luna, la sua musa capricciosa.

Ha descritto la luna ed il mare come due elementi collegati delle nostre suggestioni. Due elementi che custodiscono una parte nascosta non vista, il lato oscuro della luna e l’abisso del mare che la luna non riuscirà mai a illuminare. Due corpi che si mostrano reciprocamente la parte più luminosa e si nascondono la parte meno in luce, sublime metafora delle nostre relazioni umane.

L’ultima sezione della mostra, Plastic, suona come un brusco risveglio. La luce, i corpi, il mare sono inghiottiti da un mare di plastica. I volti sono sommersi, le urla non riescono a spezzarne la superficie, una mano emerge disperatamente in cerca di aiuto che chissà se mai arriverà.

Marcello, tornato per un attimo geologo, ha spiegato che il pianeta Terra in tempi geologici recupererà il suo equilibrio, la specie umana, invece, non sopravvivrà ai suoi dissennati comportamenti.

La mostra rimane aperta fino al 15 dicembre, e altri eventi verranno realizzati nei prossimi giorni.

La playlist musicale dell’incontro

  • Sigla # Tango del mare di Betty Curtis
  • Ascetic # Le Pleiadi di Vinicio Capossela
  • Yin e Yiang # Marea di Madame
  • Anapo e Ciane # Aretusa di Carlo Corallo
  • Gambe di donna # Ma le gambe di Sorelle Marinetti
  • Riflessi # A che servono gli dei di Rossana Casale
  • Come nascono le meduse # Medusa Cha Cha Cha di V. Capossela
  • Plastic # Trio Vocale Militare di Sergio Caputo
  • Sigla # Goodbye Blue Sky di Pink Floyd
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