Chi si ricorda di Silvie Vartan che cantava Zum, zum, zum, tradisce inevitabilmente la appartenenza ad una generazione specifica, la mia.

Non so se sia un fatto generazionale, ma io davvero ho vissuto sempre con la musica in testa, ascoltando musica, fischiettandola, o immaginando di sentire tutta l’orchestra.
Così mi hanno insegnato i miei genitori, così ho fatto per tutta la vita.
Su precisa istigazione di mandanti effettivi di questo delitto contro le patrie lettere, ho cercato un filo conduttore a alcune esperienze musicali: la natura “oriunda” della musica ascoltata, o dell’artista esecutore.
Un tentativo di legare con la musica, memoria e territorio, affetti e campanilismo, comunque emozioni provate e vissute, da condividere per moltiplicarne la risonanza.
Un viaggio personalissimo, che non ha pretese antologiche, o di completezza. Tantissimi artisti e musiche oriunde sono rimasti fuori.

Il lancio avverrà sabato 6 maggio al Catania Book Festival, di mattina. Vi aspetto.
È scongiurata la minaccia di un tragico e insostenibile vol. 2.
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