Ieri pomeriggio, all’ora del tè, nell’aula prestigiosa del Siracusa International Institute, in via Logoteta, ci siamo permessi una curiosa e approfondita passeggiata tra le pagine del libro I Vivi e I Morti, Navarra Editore.
Un romanzo con venature poliziesche, un affresco di una Sicilia etno-iblea che potrebbe sfuggirci per sempre.
Il magistrato Francesco Pulejo, tra ricordi, sentimenti, luoghi, esperienze ed emozioni, ci ha mostrato più volte il backstage della costruzione narrativa del romanzo (nel caso specifico potremmo parlare di interna corporis).
Un giallo classico, nel senso di una vicenda compiuta, dalla ferita dell’ordine (l’omicidio) fino al ripristino dell’ordine (la cattura).
Un giallo moderno, nel senso di una vicenda di persone normali, senza supereroi senza superpoteri, ma una costante e serrata attività investigativa, logica e conseguente via alla soluzione dell’enigma poliziesco.
Un giallo ambientale, nel senso di una vicenda che racconta un ambiente fisico e geografico e un ambiente sociale e politico. Il racconto di una comunità, tra stampa, forze dell’ordine, magistratura e società civile.
Un romanzo che racconta i tanti personaggi che coralmente si muovono sulla scena intorno al principale, Don Pippo Santacroce, l’underdog che riscatta la sua apparenza dimessa. E, al tempo stesso, restituisce la giusta attenzione anche alle maschere che affollano il palcoscenico di questo teatro della memoria.
Le letture partecipate e drammatizzate di Francesca Pacca e Simone Giallongo hanno restituito ai presenti il profumo e il suono della lingua letteraria del romanzo.
Una lingua letteraria che ha assimilato e restituisce le tante ascendenze da Manzoni, a Sciascia e a Brancati tra le principali. Una lingua che intesse di ironia sottile la trama degli aggettivi, che gestisce in maniera risolta gli innesti – sempre solo se necessari – delle forme sintattiche e delle singole locuzioni dialettali.
L’occasione per catturare fotografie da conservare di una Sicilia, forse, più sognata che ricordata.
Ringraziamo lo scelto pubblico per la partecipe attenzione e sensibilità con cui ha seguito l’incontro.
Ringraziamo il supporto gentile e delicato, ma insostituibile, della libreria Ubik Ortigia – Bafigghia di Maria La Runa.
Ringraziamo Assia Buonocore e il Siracusa International Institute per la cortese e affettuosa ospitalità.
Foto ricordo di Rita Mallia.












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